Quasi tutti ne hanno sentito parlare, ma pochissimi l’hanno praticata. Fra gli interventi più desiderati, il ringiovanimento vaginale e la labioplastica.
Agli italiani non interessa farsi ritoccare chirugicamente le parti intime. Almeno, è quello che ha dichiarato un campione di oltre ottocento persone sottoposte a un questionario elaborato dal comitato scientifico della Federazione italiana di sessuologia scientifica, diffuso in forma anonima sul sito e sui social della Fiss da aprile a luglio 2022.
Però quasi tutti i partecipanti ne hanno sentito parlare. Ma oltre il 90% di loro non ha mai pensato di farlo. Agli italiani non interessa dunque la chirurgia estetica dei genitali, anche se la tendenza globale di interventi è al rialzo.
Ma di cosa si tratta, esattamente? Gli interventi più conosciuti partono dalla circoncisione, seguita dall’imenoplastica e dal ringiovanimento vaginale.
Proprio quest’ultima operazione, assieme alla labioplastica, cioè alla chirurgia delle piccole labbra, sono quelle che sono state prese ipoteticamente in considerazione dal campione di partecipanti all’indagine. Meno conosciuti sono l’aumento del punto G, la rimozione scrotale e il lifting del pene.
Ma è proprio la chirurgia estetica in generale che non attrae gli italiani. Ben il 74% dei partecipanti sostiene di non averne mai sentito il bisogno e il motivo principale per non rivolgersi al chirurgo estetico riguarda la disapprovazione che si pensa deriverebbe da amici e familiari.
Tuttavia, ci sono comunque persone che si sono sottoposte a ritocchi estetitici, motivati dall’insoddisfazione per il proprio aspetto o dal desiderio di migliorare la sicurezza e essere più attraenti.
Chi si è sottoposto agli interventi di chirurgia estetica afferma di aver voluto colmare un senso di insoddisfazione personale per il proprio aspetto fisico, per migliorare in primo luogo l’immagine, l’autostima e l’umore.
E i risultati sono stati in linea con le aspettative? Stando a quanto dichiarato, solo una minima parte di chi pensava che avrebbe migliorato molto la propria vita sociale è soddisfatta.
Sul fatto che siano pericolose le operazioni, più del 36% è d’accordo così come il 45% ritiene che siano dolorose e il 43% che facciano sentire le persone più sicure di sé.
L’appuntamento con la Settimana del Benessere Sessuale (SBS) torna dal 26 settembre al 1° ottobre 2022. Da nove anni, la Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS) offre la possibilità di porre domande agli esperti su sessualità, educazione sessuale e affettività tramite una consulenza gratuita o le iniziative di incontro che quest’anno torneranno in presenza in tutta Italia. Sul sito (www.fissonline.it) e sulla pagina Facebook della Federazione sono pubblicati gli eventi e la lista degli specialisti disponibili.
Gli appuntamenti organizzati dai soci della Fiss hanno lo scopo di sensibilizzare la popolazione verso il tema della salute sessuale, la cui promozione secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) svolge un ruolo essenziale nel raggiungimento e mantenimento del benessere globale della persona.
«La Settimana del Benessere Sessuale giunge alla nona edizione con il desiderio di tornare a incontrare la gente per parlare delle tematiche che riguardano le relazioni affettive e sessuali. Negli anni della pandemia i nostri iscritti non hanno mai trascurato l’appuntamento assicurando consulenze on line. Ora tornano con la volontà di riconquistare i vantaggi dell’incontro in presenza specie con le giovani generazioni che più di altri hanno bisogno del confronto con figure specialistiche e professionali», spiega il professor Salvo Caruso, presidente della FISS, ginecologo e associato dell’Università di Catania.
