Un gene attivato dall’innalzamento della temperatura altera la produzione degli spermatozoi fino a determinare lo sviluppo del tumore al testicolo.
I testicoli sono collocati nello scroto, che ha una temperatura media inferiore di due gradi centigradi rispetto al resto del corpo.
È stato infatti riscontrato che la produzione di sperma si riduce all’innalzarsi della temperatura, tanto che fu dimostrato che nel 2015 negli Stati Uniti successivamente ad una ondata di calore ci fu un decremento delle nascite del 2,6% (107.000 bambini in meno). Già 27 gradi di temperatura media nelle 24 ore possono causare danni alla produzione spermatica.
Queste certezze scientifiche tornano al centro delle cronache in questi giorni di solleone e di afa.
La ricerca che ha individuato il gene attivato dal calore, implicato nello sviluppo della infertilità maschile e del tumore del testicolo, è dell’Università di Padova. Un gene che in questo periodo di afa rischia di diventare un nemico per gli uomini.
I ricercatori di Padova hanno documentato che negli spermatozoi di pazienti che registrano l’aumento di temperatura dei testicoli (a causa di varicocele, obesità, esposizione lavorativa a fonti di calore o persino nelle saune), l’attività del gene E2F1 è fortemente aumentata, potendosi quindi considerare come uno dei meccanismi che hanno determinato l’infertilità.
Questa ipotesi è rafforzata dalla presenza di infertilità nelle condizioni in cui geneticamente è presente un aumento dell’attività di E2F1. Questo studio di genetica è stato condotto su 174 infertili. Per verificare il ruolo delle anomalie di E2F1 nello sviluppo del tumore del testicolo, i ricercatori hanno studiato 261 casi di giovani affetti da questa patologia, ed hanno documentato che le alterazioni di questo gene, che ne determinano una aumentata attività, sono più frequenti nei soggetti affetti da tumore testicolare.
Da questi risultati emerge chiaramente che il gene E2F1 è fortemente coinvolto nei meccanismi che regolano il normale funzionamento del testicolo e una alterazione della sua funzione può manifestarsi con diversi gradi di danno testicolare che vanno dall’infertilità al criptorchidismo fino al tumore del testicolo.
I ricercatori dell’Università di Padova, coordinati da Carlo Foresta, già professore ordinario e ricercatore senior dell’Università di Padova, in collaborazione con Alberto Ferlin, direttore dell’unità operativa complessa di andrologia e medicina della riproduzione a Padova, hanno dimostrato che il gene E2F1, deputato alla regolazione della divisione cellulare, è fortemente coinvolto nella produzione degli spermatozoi e che le alterazioni costitutive di questo gene portano ad una maggiore predisposizione all’infertilità, all’anomala discesa del testicolo alla nascita (criptorchidismo) e al tumore del testicolo.
Studi sperimentali hanno dimostrato che l’espressione di questo gene viene fortemente attivata dall’aumento della temperatura ambientale. Il normale funzionamento del testicolo ed i meccanismi che regolano la produzione di spermatozoi sono fortemente sensibili agli aumenti della temperatura e frequentemente l’infertilità maschile è riscontrata in situazioni di aumento di temperatura dei testicoli.
È stata infatti riscontrata in chi soffre di varicocele, obesità, o in chi è costretto durante il lavoro ad esposizione a fonti di calore o persino nelle saune.
I consigli in questi giorni di caldo agli uomini sono i seguenti, e possono essere di interesse anche per chi lavora vicino al fuoco, come i cuochi o chi in fabbrica è operativo vicino a fonti di calore. Il primo è quello dei lavaggi delle gonadi con acqua fresca; il secondo l’utilizzo di indumenti intimi in fibre naturali che fanno traspirare il calore; il terzo è la riduzione o ancor meglio l’eliminazione di alcol e fumo che notoriamente cambiano la temperatura corporea; il quarto è l’idratazione costante e il quinto la riduzione della temperatura corporea sostando in zone fresche o tramite docce fredde nel corso della giornata.
