Erroneamente si pensa che, essendo nato 14 miliardi di anni fa e che nulla può suprare la velocità della luce, il suo diametro sia appunto 14 miliardi di anni luce, Ma è molto più grande. Scopriamo perché.

 

Cento anni fa si pensava che l’intero nostro universo fosse grande non più di centomila anni luce, meno cioè del diametro della Via Lattea.

Anzi, si credeva che non esistessero altre galassie all’infuori della nostra. Fu Edwin Hubble, a cui il telescopio spaziale è dedicato, a confermare ciò che alcuni astronomi avevano già intuito, e cioè che alcune macchioline lattiginose che si osservavano al telescopio non erano tutte delle nebulose (ammassi di gas e polveri residui di stelle esplose) bensì agglomerati di miliardi di stelle, galassie appunto.


Oggi si ritiene che il diametro dell’universo osservabile sia 93 miliardi di anni luce. Ma se l’universo è nato 13,8 miliardi di anni fa e la luce ha una velocità finita insuperabile, allora il diametro di ciò che effettivamente possiamo osservare dovrebbe essere di 13,8 miliardi di anni luce.

Com’è possibile? È un paradosso? In realtà la spiegazione è semplice. È vero che dalla sua nascita ad oggi la luce dell’oggetto più distante può aver percorso non più di 13,8 miliardi di anni luce, ma l’universo non è statico.

Come ha dimostrato proprio Hubble cento anni fa esatti, l’universo si espande. Cioè la distanza tra le galassie aumenta nel tempo. Così, la luce emessa da un oggetto primordiale è sì partita 13,8 miliardi di anni fa, ma nel frattempo lo spazio tra noi e quell’oggetto si è espanso, è aumentato.

Non solo. Nel 1998 osservazioni su particolari stelle (le supernova) hanno dimostrato che l’espansione accelera.

Significa che un giorno tutti gli oggetti dell’universo saranno così distanti tra loro che non ne vedremo più la luce, sempre perché quest’ultima ha una velocità finita, e si potranno osservare solo le stelle e gli oggetti cosmici della Via Lattea, come si credeva nel 1922.

P.S. La causa dell’espansione dello spazio tempo sarebbe la cosiddetta energia oscura, una sorta di energia del vuoto che agisce in modo inverso rispetto ala gravità, dilatando lo spazio-tempo.

 

 

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