Ecco a chi sarà somministrata la quarta dose di vaccino nel nostro Paese, mentre a Shanghai scarseggiano i viveri per la popolazione confinata in casa.
Dopo il recente pronunciamento dell’Ema e dell’Ecdc in Italia la quarta dose di vaccino anti Covid sarà somministrata agli over 80 e ai fragili tra i 60 e i 79 anni, oltre che agli ospiti delle Rsa.
La decisione è arrivata dopo la recente riunione della Cts dell’Aifa, la quale ha valutato un ampliamento della platea, per includere anche anziani e ospiti delle Rsa: fino ad oggi la quarta dose di vaccino è stata prevista solo per persone immunocompromesse e per i trapiantati.
Una nota diffusa da ministero della Salute, Aifa, Iss e Css, indica ora le modalità di somministrazione. Il richiamo è previsto quindi per le persone che abbiano compiuto o superato gli 80 anni di età, per gli ospiti delle Rsa e per coloro i quali siano inseriti nelle categorie a rischio e abbiano un’età compresa tra i 60 e i 79 anni.
Intanto, molti residenti di Shanghai stanno soffrendo la fame per il lockdown in atto per fermare l’ondata di Covid.
Chi, poco prima del 27 marzo, ha comprato abbastanza noodles e pane per durare una settimana durante il lockdown, si ritrova ora ad affrontare gravi carenze alimentari. Eppure, siamo a Shangai, una delle città più efficienti della Cina.
Tuttavia, difficile far funzionare una città di 26 milioni messa in quarantena nel tentativo di contenere la peggiore epidemia di coronavirus in Cina dall’inizio della pandemia. Le autorità portano a casa una scatola viveri una volta a settimana. Contiene una dozzina di uova, alcuni cavoli e carote, alcuni kit di test rapidi.
Dice Guan, un programmatore di 31 anni, in un’intervista: “Non mi sarei mai aspettato che nel 21° secolo, in una grande città come Shanghai, avrei sperimentato ciò che la generazione dei miei nonni ha vissuto, di non essere in grado di riempirmi lo stomaco”.
A circa due settimane dall’inizio del lockdown della più grande città cinese, molti residenti, come il signor Guan, chiedono urgentemente aiuto per avere cibo, dal momento che le regole di quarantena hanno chiuso negozi di alimentari e ristoranti.
