La variante avrebbe avuto origine in un paziente Covid contagiato contemporaneamente da Omicron 1 e Omicron 2.

 

 

Dopo Omicron e Omicron 2, il Covid fa registrare una nuova variante, rilevata per la prima volta in Gran Bretagna il 19 gennaio scorso, e ribattezzata “Xe”.

Secondo quanto annunciato dall’Agenzia sanitaria per la sicurezza nel Regno Unito (Uk Health Security Agency – Ukhsca) che ha già riscontrato la nuova sequenza nei tamponi di 637 persone, la nuova variante sarebbe frutto di una mutazione ricombinante dei ceppi BA.1 e BA.2.

Al momento gli esperti dicono che è troppo presto per stabilire se sia più contagiosa delle altre. Intanto l’Oms tiene sotto osservazione Xe e l’agenzia delle Nazioni Unite per la sanità fa sapere che continuerà a monitorare questa e altre mutazioni.

Nell’ultimo aggiornamento dell’Oms sull’andamento globale del Covid-19 si legge che le prime stime indicano per questa ”variante mix” un possibile “vantaggio del tasso di crescita di circa il 10% rispetto a BA.2, anche se questo dato – si precisa – richiede un’ulteriore conferma.

I primi tassi di crescita della nuova variante Xe, aggiornati al 16 marzo 2022, dimostrano di essere superiori del 9,8% rispetto al ceppo BA.2. Sulla pericolosità della nuova variante, l’Oms non si sbilancia e avverte che “benché si ipotizzi un 10% in più di contagiosità per Xe rispetto a Omicron 2”, finché non verranno riportate “significative differenze nella trasmissibilità” del mutante “e nelle caratteristiche della malattia” che provoca, “inclusa la gravità”, Xe verrà considerata una variante appartenente alla famiglia Omicron.

Ma è possibile che la ricombinazione tra Omicron 1 e 2 crei un mix più simile alla Delta e quindi con conseguenze più gravi per la salute? Secondo gli esperti è presto per dirlo, anche se in tanti osservano che le varianti ricombinanti non sono rare e generalmente hanno vita più breve rispetto a quelle da cui sono state generate, basti pensare al precedente di Deltacron.

Non è la prima volta, in questi due anni di pandemia, che due varianti del virus Sars Cov2 si “fondono” ricombinandosi e dando vita a una variante mix. È già successo nella prima metà di gennaio 2022 con Deltacron, scoperta a Cipro e frutto del mix tra Delta e Omicron.

Un ibrido che, nonostante i timori iniziali, non ha mai preoccupato gli scienziati e non è mai diventata dominante. Per questo gli esperti preferiscono restare cauti anche a fronte di una maggiore trasmissibilità di Xe, ancora tutta da accertare. Come da accertare sono le conseguenze per la salute e relative all’efficacia dei vaccini.

È la stessa Agenzia Sanitaria per la Sicurezza del Regno Unito a spiegare che la nascita di varianti ricombinate non è infrequente e si verifica quando un individuo viene infettato con due o più varianti contemporaneamente.

In questo caso si ha un “mescolamento del loro materiale genetico all’interno del corpo del paziente”. In pratica, Xe avrebbe avuto origine in un paziente Covid contagiato contemporaneamente da Omicron 1 e Omicron 2.

 

 

 

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