Fausto D’Agostino ha voluto rilasciare una dichiarazione a seguito della sentenza che motiva l’ordinanza cautelare del Presidente Frattini che annullava la sentenza del TAR in merito alla circolare ministeriale su vigile attesa.
Il dr. Fausto D’Agostino, anestesista rianimatore, ha voluto rilasciare la seguente dichiarazione a seguito della sentenza 946/2022 che motiva l’ordinanza cautelare n. 411/2022 del Presidente Frattini che annullava la sentenza del TAR in merito alla circolare ministeriale su vigile attesa.
“Pur rispettando la sentenza del CDS mi chiedo: i giudici sostengono che per le terapie domiciliari precoci per curare il Covid19 non ci sono studi randomizzati, perchè il Ministero non ha avviato autonomamente tali studi sapendo che il medico di base non ha gli strumenti per condurli da solo? C’è poco da fare, i medici del territorio hanno avuto paura di muoversi nell’ambito delle terapie domiciliari e la circolare non ha fatto altro che congelare un potenziale di aiuto enorme per il territorio.
La querelle tra il TAR e la sentenza finale del CDS è impeccabile in punta di diritto ma la realtà drammatica nelle città è stata un’altra e questa sentenza non mitiga di certo i dubbi di molti colleghi medici. E’ indubbiamente mancato un protocollo generale e delle linee guida chiare per le cure domiciliari.
La vigile attesa andava contestualizzata: chi deve esserci sottoposto? Se ho un paziente di 80 anni, la vigile attesa deve essere la stessa che per un ragazzo di 30? In anamnesi che ha il paziente? Quando fare la vigile attesa? La vigile attesa andava declinata in modo decisamente più articolato. In uno studio dell’American Journal of Medicine di gennaio 2021, cui tra l’altro hanno contribuito i colleghi italiani Ruocco, Palazzari e De Ferrari, si descrivono protocolli e linee guida sul trattamento domiciliare del Covid19.
La circolare Ministeriale ha nei fatti limitato l’approccio terapeutico del medico di base anche considerando la prospettiva di medicina difensiva che si è fatta strada in questi anni. Molti malati non hanno ricevuto cure adeguate andando ad aumentare i ricoveri ospedalieri.
Se dal punto di vista delle norme igieniche la circolare è stata molto chiara, non egualmente è stata percepita da noi medici sulle cure domiciliari. Con una maggiore chiarezza molte ospedalizzazioni poteva essere evitate“
