Presentati all’ASH 2021 i risultati aggiornati degli studi CAPTIVATE di fase 2 e GLOW di fase 3 sulla terapia combinata ibrutinib più venetoclax.

 

Janssen, azienda farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson, ha presentato, durante il congresso annuale dell’American Society of Hematology (ASH) 2021, i nuovi dati degli studi GLOW e CAPTIVATE che valutano l’efficacia e la sicurezza della terapia combinata ibrutinib più venetoclax (I+V) come potenziale trattamento a durata fissa per adulti con leucemia linfatica cronica (LLC) non precedentemente trattata.

L’incidenza complessiva in Europa della LLC è di circa 4,92 casi per 100.000 persone all’anno ed è circa 1,5 volte più comune negli uomini che nelle donne. È prevalentemente una malattia che colpisce gli anziani, con un’età media di 72 anni alla diagnosi. 

Mentre i risultati clinici dei pazienti sono migliorati notevolmente negli ultimi decenni, la malattia è ancora caratterizzata da episodi successivi di progressione della malattia e dalla necessità di una terapia.

Ai pazienti vengono spesso prescritte più linee di terapia quando presentano recidive o diventano resistenti ai trattamenti.

Ibrutinib è stato il primo antitumorale della classe degli inibitori della Bruton tirosin-chinasi (BTK) somministrato per via orale. Agisce bloccando la proteina BTK che favorisce la maturazione dei linfociti B, ma che allo stesso tempo permette alle cellule tumorali di crescere e diffondersi. Bloccando questa proteina, ibrutinib aiuta l’eliminazione dei linfociti B anormali e inibisce la loro proliferazione. 

I nuovi dati dello studio GLOW di fase 3 (NCT03462719), relativi all’endpoint secondario, hanno mostrato che la malattia minima residua non rilevabile (uMRD) era più prolungata nei pazienti che avevano ricevuto il trattamento a durata fissa con I+V rispetto ai pazienti che avevano ricevuto clorambucil più obinutuzumab (Clb+O). Un’ulteriore analisi ha mostrato che anche nell’anno dopo la fine del trattamento la uMRD era mantenuta. 

Lo studio GLOW di fase 3 è uno studio randomizzato, in aperto, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza del trattamento in prima linea a durata fissa di I+V rispetto a Clb+O, in pazienti con LLC anziani (età superiore a 65 anni) o di età compresa tra 18 e 64 anni con un punteggio CIRS (Cumulative Illness Rating Scale) superiore a 6 o valori di clearance della creatinina inferiori a 70 mL/min, senza delezioni p17 o mutazioni TP53 note.

I dati presentati all‘ASH hanno mostrato che il trattamento per via orale una volta al giorno, a durata fissa, con I+V ha determinato risposte più profonde e una uMRD maggiormente prolungata rispetto alla terapia con Clb+O nel primo anno post-trattamento.1 Inoltre, sia nel sangue periferico (PB) che nel midollo osseo (BM), le risposte erano proporzionalmente più profonde al livello di 10-5 nel braccio I+V rispetto al braccio Clb+O.1

“Lo studio GLOW combina due trattamenti altamente efficaci contro i tumori ematologici, che agiscono con meccanismi complementari e permettono una maggior sopravvivenza libera da progressione rispetto al trattamento di prima linea con clorambucil più obinutuzumab”, afferma Arnon Kater , M.D., Ph.D., Deputy Head of Haematology, Amsterdam University Medical Centres, University of Amsterdam, Chairman of the HOVON CLL Working Group, e sperimentatore principale dello studio. “Insieme a quelli dello studio CAPTIVATE, questi risultati mostrano che è possibile ottenere delle remissioni libere da trattamento attraverso una profonda clearance della malattia nel tessuto linfoide, nel sangue e nel midollo osseo, e un mantenimento di tali risposte dopo l’interruzione del trattamento”.

I risultati aggiornati dello studio CAPTIVATE di fase 2 (NCT02910583), che attualmente è arrivato ad un follow-up mediano di 38 mesi, hanno evidenziato uMRD e sopravvivenza libera da malattia (DFS) prolungate.

Inoltre, non si sono verificate nuove recidive da malattia minima residua (MRD), progressioni cliniche o decessi dopo 24 mesi di follow-up nei pazienti con uMDR confermata dopo 12 cicli di terapia combinata I+V, che sono stati successivamente  randomizzati al trattamento con placebo o alla prosecuzione con ibrutinib in monoterapia. 

Lo studio CAPTIVATE di fase 2 è stato condotto su pazienti adulti con meno di 70 anni, inclusi pazienti con malattia ad alto rischio, divisi in due coorti: una coorte definita dalla MRD, in cui la durata del trattamento era determinata dallo stato della MRD del paziente dopo 12 cicli di terapia combinata I+V, e una coorte con terapia a durata fissa in cui tutti i pazienti hanno interrotto la terapia dopo 12 cicli, indipendentemente dallo stato della MRD.

“I dati presentati all’ASH sostengono le potenzialità del trattamento a durata fissa di ibrutinib più venetoclax nel determinare risposte durature come trattamento in prima linea, con un regime giornaliero tutto orale e senza chemioterapia”, commenta Edmond Chan MBChB M.D. (Res), EMEA Therapeutic Area Lead Haematology, Janssen-Cilag Limited. “Questi dati sono incoraggianti, soprattutto per i pazienti ad alto rischio. In Janssen, continuiamo a lavorare per fornire ai medici nuove opzioni terapeutiche che possano soddisfare le necessità e le preferenze dei pazienti”.

“Gli studi GLOW e CAPTIVATE fanno parte di un ampio programma di sviluppo o per valutare il potenziale della terapia a base di ibrutinib in pazienti affetti da LLC precedentemente non trattati, con varie esigenze e fattori di rischio, compresi quelli con malattia ad alto rischio”, commenta Craig Tendler, M.D., Global Head of Late Development, Diagnostics & Medical Affairs, Hematology & Oncology, Janssen Research & Development, LLC. “I dati di questi studi dimostrano che i pazienti possono ottenere risposte profonde con questa combinazione di ibrutinib e venetoclax. Crediamo che questo regime orale, a durata fissa, possa offrire ai pazienti il potenziale per remissioni libere da trattamento e ai medici la flessibilità di usare ibrutinib in monoterapia o in combinazione considerando gli obiettivi di trattamento e i bisogni dei pazienti”.

 

 

 

 

 

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