In Lombardia 600.000 persone soffrono di depressione, di cui 150.000 della forma più invalidante, la depressione maggiore, con un rapporto donna-uomo di 2 a 1.

Oltre 600.000 persone soffrono di depressione in Lombardia, secondo Istat 150.000 con disturbo depressivo maggiore, con un rapporto donna-uomo di 2 a 1; circa 400.000 lombardi – il 4 per cento della popolazione – fanno uso di antidepressivi.

In Italia, e in Lombardia, inoltre, durante la pandemia da Covid-19 la prevalenza di sintomi depressivi è aumentata del 132 per cento, mentre più del 40 per cento di coloro che avevano sintomi depressivi è peggiorato.

“Quella che comunemente chiamiamo depressione include numerosi quadri che differiscono fra loro per caratteristiche sintomatologiche, durata, ricorrenza, risposta ai trattamenti e grado di severità”, afferma Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. “Dopo aver scritto le Raccomandazioni nazionali per la presa in carico dei pazienti con depressione, le abbiamo declinate a livello territoriale in Regione Lombardia approfondendo dopo un confronto tra Istituzioni, operatori sanitari e società civile, le problematiche di questi pazienti, e suggerendo strategie per favorire il riconoscimento, la diagnosi e una corretta presa in carico dei pazienti con questa malattia”.

In questo contesto Fondazione Onda ha promosso il progetto Stargate, che ha previsto l’organizzazione di un tavolo tecnico che ha prodotto il documento “Raccomandazioni nazionali per la presa in carico del paziente con depressione”.

In Lombardia le raccomandazioni sono state raccolte e declinate nel documento “Considerazioni e proposte per la presa in carico del paziente con depressione nella regione Lombardia”, redatto attraverso il confronto tra Istituzioni e rappresentanti locali a livello medico, assistenziale e sociale.

Il confronto ha permesso di evidenziare le eccellenze del territorio e i bisogni specifici della regione, individuando le possibili soluzioni per la presa in carico del paziente con depressione.

Tre gli asset principali emersi: educazione e formazione come presupposto imprescindibile per la conoscenza della malattia; prevenzione e screening su popolazione fragile e ad alto rischio per consentire un ricorso precoce e appropriato a diagnosi e supporto medico; sensibilizzazione del medico di medicina generale e inserimento nelle Case di Comunità di ambulatori e professionisti dedicati alla salute mentale; rafforzamento del dialogo fra la medicina del territorio e quella specialistica, perché sia possibile offrire percorsi di intervento diversificati e personalizzati a tutti i pazienti con depressione.

Il documento evidenzia, inoltre, che nonostante siano state attivate sul territorio numerose iniziative di rilievo per individuare i pazienti con depressione, soprattutto fra coloro che sono ad alto rischio, e iniziative volte a migliorare la collaborazione fra medici di famiglia, che gestiscono la maggioranza dei casi di depressione di grado lieve-moderato, e specialisti, in Lombardia la gestione del percorso dei pazienti presenta delle criticità.

Il carico sulla medicina generale e sui Centri Psico-Sociali (CPS), ai quali afferiscono i casi più complessi, è molto elevato a causa della scarsità di risorse professionali, ulteriormente ridotte a seguito dell’estrema pressione subita dagli operatori sanitari durante i mesi di pandemia.

Inoltre, l’attuale PDTA per la depressione, istituito a livello regionale nel 2010, deve essere aggiornato, per esempio per includere e far conoscere maggiormente i farmaci innovativi, così come è necessario l’aggiornamento del Piano Regionale della salute mentale, i cui lavori di riscrittura sono stati estremamente rallentati dalla pandemia.

Anche gli stessi pazienti e caregiver lombardi evidenziano criticità e difficoltà nel percorso di cura. Lo ha rilevato l’indagine di Onda “Presa in carico dei pazienti con depressione maggiore – Lombardia” svolta da Elma Research che ha intervistato 10 pazienti con depressione maggiore e 2 caregiver lombardi.

Anche arrivare a una diagnosi ha i suoi ostacoli: la depressione viene spesso sottovalutata e diagnosticata in ritardo proprio perché i primi sintomi non sono specifici. Il paziente deve incontrare numerose figure, tra cui il medico di medicina generale, lo psicologo, lo psicoterapeuta, lo psichiatra; non sempre il rapporto fiduciario con lo psichiatra, fondamentale per l’accettazione della terapia farmacologica, è ottimale e i pazienti dichiarano l’esigenza di sentirsi accolti e ascoltati da loro; il tempo della visita di controllo, spesso limitato nel servizio pubblico, non aiuta.

Lungo tutto il percorso terapeutico inoltre mancano o sono poco presenti percorsi riabilitativi di supporto al reinserimento sociale, come gruppi di ascolto, supporto nello studio, percorsi di accompagnamento al lavoro.

Da qui l’esigenza di mettere in rete e in connessione luoghi di cura e di assistenza che prendano in carico la persona nel suo complesso e non solo la malattia, per migliorare la qualità di vita del paziente e dei caregiver.

“I disturbi depressivi sono disturbi mentali comuni, che possono essere diagnosticati e curati con trattamenti sicuri e di provata efficacia”, sostiene Mauro Percudani, Società Italiana di Psichiatria, Sezione Lombardia. È importante attuare programmi di prevenzione nelle scuole, nei posti di lavoro, nei servizi sanitari, con particolare attenzione ad alcuni periodi della vita, come l’adolescenza, la gravidanza e il periodo del post parto, e l’età avanzata. Per trattare i disturbi depressivi in modo efficace sono necessari diagnosi e trattamenti appropriati ed è necessaria una forte collaborazione tra specialisti ospedalieri e medicina del territorio. È necessario investire nuove risorse per il trattamento della depressione anche in considerazioni delle evidenze scientifiche che ci dicono che l’assenza di trattamento produce costi sociali drammatici in termini di disabilità e di sofferenza per gli individui e le loro famiglie”.

“I disturbi psichici, e in particolare l’ansia e la depressione, hanno sempre rappresentato una delle principali motivazioni di accesso al medico di medicina generale”, commenta Ernesto Fumagalli, Società Italiana di Medicina Generale Lombardia.

“La situazione si è ulteriormente aggravata e diffusa a causa della pandemia coinvolgendo anche le fasce più giovani della popolazione. È quindi estremamente utile diffondere e condividere un documento che possa migliorare il riconoscimento tempestivo, l’accuratezza diagnostica, la presa in carico e la conduzione del percorso terapeutico delle persone con depressione. È inoltre di importanza strategica la massima collaborazione tra professionisti della salute. In questa prospettiva la recente riforma del Servizio Sanitario Lombardo, con l’istituzione delle Case di Comunità, potrebbe offrire l’occasione di ridisegnare percorsi di cura più integrati per poter offrire le migliori opportunità di cure, considerando i diversi bisogni e aspettative delle persone con disagio psichico”.

“Stargate è un progetto ideato per rispondere al bisogno dei professionisti sanitari di lavorare in modo integrato, coordinato e tempestivo sul percorso del paziente con depressione”, prosegue Merzagora. “Nasce come continuazione di un progetto di sensibilizzazione sulla depressione maggiore nato nel 2019 che ha visto la creazione del Manifesto ‘Uscire dall’ombra della depressione’ e la realizzazione di un documento istituzionale per sensibilizzare le Commissioni parlamentari Igiene e Sanità del Senato e Affari Sociali della Camera dei Deputati sulla lotta contro la depressione”. Nel 2020 e 2021 il dibattito è arrivato a livello regionale con 13 tavole rotonde che hanno coinvolto gli attori istituzionali e sanitari locali per supportare l’adozione di opportune azioni che facilitino l’accesso alla diagnosi e alle cure più appropriate. Inoltre, è stata da poco approvata all’unanimità alla Camera dei Deputati la mozione sulla depressione presentata a prima firma dell’On. Rossana Boldi e elaborata in collaborazione con Onda volta a porre l’attenzione verso questa malattia.

Hanno contribuito alla stesura del documento “Considerazioni e proposte per la presa in carico del paziente con depressione nella regione Lombardia” i seguenti enti: Regione Lombardia, Cittadinanzattiva Lombardia, Progetto Itaca Milano, Società Italiana di Health Technology Assessment (Sihta), Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO), Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) Lombardia, Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (SINPF), Società Italiana di Psichiatria (SIP-LO) sezione Lombardia, SIP Giovani, Società Italiana di Psichiatria Sociale (SIPS), Società Italiana di Scienze Infermieristiche in Salute Mentale (SISISM), Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) con il contributo incondizionato di Janssen, l’azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson.

 

 

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