Rispetto a prima della pandemia, 1 italiano su 2 vede invariato il livello di attività sportiva praticata, mentre il 34% ha incrementato questa buona regola, mentre il 28% l’ha diminuita.

 

Per il 63% degli italiani il benessere psicofisico dipende dall’attività sportiva, anche se esistono altri fattori determinanti. Il 75% degli italiani negli ultimi 12 mesi ha deciso di fare movimento o praticare sport.

Tra i motivi fondanti la salvaguardia della salute (62%), sentirsi in forma (32%) e la necessità di staccare la spina (35%) dalla routine e dalle problematiche quotidiane. Si tratta di un cambiamento nelle percentuali di scelte e priorità tra prima e dopo la pandemia.

Un quadro, riguardo al binomio sport e benessere, decisamente mutato in meglio. Un adattamento positivo ai cambiamenti socio-ambientali. Ma che cosa è accaduto durante il primo anno di pandemia? Italiani più stanchi ed esausti (29%), più nervosi (19%) e meno felici rispetto a prima dello scoppio della situazione pandemica (16%) a 1 italiano su 5 è mancata la palestra e il poter svolgere sport di contatto, come giocare a calcio o calcetto tra amici.

È quanto riscontrato nell’analisi “Sport & Benessere” dell’Osservatorio Hybrid Lifestyle di Nomisma che si è interrogato su come e perché gli italiani decidono di dedicarsi allo sport e al benessere del proprio corpo e della propria mente dopo il cambiamento che la pandemia da Coronavirus ha portato nella quotidianità di ciascuno di noi. Quanto rilevato lo ha comunicato lo scorso 9 dicembre a Bologna.

“La pandemia da Coronavirus ha portato a uno stravolgimento della quotidianità di ognuno di noi, un cambiamento che ha interessato anche lo sport. Le restrizioni sociali e fisiche imposte hanno sfidato la nostra capacità di adattamento. Oggi, rispetto alla prima ondata della pandemia ci sentiamo tendenzialmente più stanchi ed esausti (29%), molto nervosi (19%), meno felici (16%) e con poche energie (21%). In questo periodo ci preoccupiamo principalmente del benessere economico nostro e della nostra famiglia (46%), delle prospettive future di lavoro e carriera (27%) e per la salute psico-fisica sia nostra che dei nostri cari (44%) – scrivono gli analisti -. Ciò che ci è mancato di più è stato uscire con gli amici (71%) e tutti gli aspetti collegati alla socialità e al divertimento, come andare al ristorante o al pub (52%), andare a concerti e feste (32%), andare in palestra e fare sport di contatto (21%)”.

Vero. Ma l’uomo ha grandi capacità di adattamento. Così, dopo più di un anno dall’inizio di questa condizione obbligata è emerso un nuovo bilanciamento per proteggere mente e corpo, con abitudini nuove anche rispetto alla pratica sportiva.

Il 63% degli italiani ritiene che praticare sport e attività motoria sia importante per il benessere psicofisico, anche se esistono altri fattori determinanti.

Il 75% degli italiani negli ultimi 12 mesi ha praticato un’attività sportiva (31%) o movimento (44%) durante la settimana. Il 73% dichiara di praticare abbastanza movimento durante la giornata, ma solo il 39% abbastanza sport.

Oggi, rispetto a prima della pandemia, quasi 1 italiano su 2 vede invariato il livello di attività sportiva praticata, mentre il 34% ha incrementato questa buona regola (mentre il 28% l’ha diminuita), delineando così un bilancio nel complesso positivo.

Lo studio Nomisma ha ricostruito l’identikit del gruppo di virtuosi che praticano sport in modo continuativo. Sono prevalentemente uomini (57%), il 40% appartiene alla fascia d’età 25-44, mentre il 45% ha tra i 45 e i 74 anni. Il 63% ha usufruito dello smart working nell’ultimo anno e da un punto di vista geografico è possibile osservare che il 54% degli atleti risiede nel Nord Italia. Il 9% è composto da neofiti che hanno iniziato negli ultimi 12 mesi.

Complici le restrizioni imposte per garantire la sicurezza sanitaria, le principali attività svolte dagli italiani sono state corsa o jogging (72%), attività in palestra o gli esercizi a casa (66%), ciclismo (53%). Si è osservato anche un secondo gruppo di appassionati a nuoto e acqua gym (28%), calcio e calcetto (27%) e alle discipline indiane come yoga o ad un tipo di ginnastica rieducativa e preventiva come il pilates (20%).

Per 4 italiani su 10 la pratica sportiva o di movimento avviene con una frequenza di 2-3 volte alla settimana, anche se il 36% di irriducibili non sembra accusare la fatica e si dedica alle attività sportive per almeno 4 o 5 giorni a settimana.

Durante i periodi più gravi della pandemia, quindi durante i lockdown o le fasi di zona rossa, il 24% degli italiani è riuscito a praticare l’attività sportiva circa 2-3 volte a settimana, 4 su 10 in casa, anche se il 33% ha optato per entrambe le soluzioni.

L’aria aperta sembra essere improvvisamente diventata la soluzione ideale (effetto lockdown) per svolgere attività fisica, è preferita infatti da 8,5 italiani su 10, di cui il 75% sceglie i parchi o la strada, mentre il 10% frequenta impianti all’aperto a pagamento come, per esempio, i campi da tennis.

Si sceglie di praticare un’attività fisica per tre grandi ordini di motivi: la salvaguardia della salute (62%) e in generale il mantenersi in forma ed allenati (32%), la necessità di allontanarsi dalla routine quotidiana con leggerezza (“staccare la spina” 35%, divertirsi 10%), sentirsi bene con sé stessi grazie alla cura del proprio aspetto fisico (dimagrire 22%, avere un aspetto migliore 14%).

È bene ricordare che non siamo solo sportivi, ma siamo anche spettatori, 1 italiano su 2 segue il calcio dal vivo o sui media (TV, Internet, radio, …), 3 su 10 la pallavolo e 2 su 10 il basket.

Il 25% degli italiani, però, nell’ultimo anno non ha praticato sport. Di questi, il 28% ha smesso nell’ultimo anno, il 27% aveva già smesso tra 2 e 5 anni fa, mentre il 22% non ha mai praticato sport. Tra coloro che hanno praticato sport in passato e ora si sono fermati, la componente pigrizia è in prima posizione tra le cause scatenanti (47%), seguita dall’insieme degli impegni derivanti da studio e lavoro (37%) e dai disturbi di salute (25% non collegate al Covid-19, 10% legati al Coronavirus), infine un ultimo gruppo ha deciso di interrompere a causa delle mutate condizioni economiche della famiglia (23%). La componente pigrizia sembra essersi rafforzata in periodo pandemico.

Comunque, il 91% degli italiani che praticano un’attività sportiva è d’accordo nell’affermarne i benefici a livello fisico, l’89% i benefici per la salute mentale. L’82% ritiene importante potersi mantenere attivo con regolarità, potendo contare su un senso di appagamento e divertimento (72%).

Ultima nota: per 1 italiano su 2 gli affetti e le persone vicine rappresentano uno stimolo per condurre uno stile di vita sano, ma contemporaneamente con il proprio modo di agire si cerca di essere un esempio positivo per i propri cari (49%).

 

 

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