La temuta infodemia ha trovato spazio, si è alimentata con la pandemia e non ha trovato ostacoli né azioni di controllo.

 

“C’è una perdita di autorevolezza diffusa e una sfiducia nei confronti di chi ha responsabilità e in qualsiasi professione. Una volta ci lamentavamo dei giornalisti, ma con il potere che diamo ai social media abbiamo scavalcato qualunque forma di intermediazione delle informazioni”, a dirlo è Gianni Rezza, il direttore della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, in merito alla difficoltà di fare arrivare dei messaggi corretti sulla prevenzione ai cittadini.

Aggiunge Mario Pappagallo, giornalista professionista e scrittore, per 40 anni giornalista medico scientifico dell’area salute del Corriere della Sera (Corriere Medico, Corriere Salute, Corriere della Sera nazionale), già consigliere nazionale dell’Ordine nel 2010-2013: “Siamo arrivati ad una prevista e attesa pandemia con le redazioni di giornali e tv ufficiali, e legalmente registrate, depauperate delle competenze medico-scientifiche e sanitarie che fino ai primi anni del 2000 erano strutturate in tutte le realtà editoriali. Poi, con una grave crisi editoriale, gli unici specialisti che una volta andati in pensione non sono stati rimpiazzati sono stati quelli dell’area medica e sanitaria. Al contrario, sui social e in Rete hanno dilagato, senza alcun controllo, esperti nelle fake, nel ‘fumo’ che attira follower, nelle bufale strutturate. La temuta infodemia ha trovato spazio, si è alimentata con la pandemia e non ha trovato ostacoli né azioni di controllo, perché le istituzioni non hanno mai attivato contromosse affidate ai veri professionisti dell’informazione scientifica verificata, corretta e ‘tradotta’ per il grande pubblico. In più, ancora più grave, si è lasciato ampio spazio a medici specialisti liberi di dare messaggi anche in contraddizione tra loro, accolti e riportati da giornalisti tuttologi impreparati a porre le domande giuste per dare un senso uniforme a quanto riferito. Il caos è diventata l’unica linea di informazione dilagata in Italia”.

Risultato? “Tante accuse, tante parole, tanti dibattiti e nessuna contromossa in due anni. I lettori e gli ascoltatori, l’opinione pubblica, non si fida sui social di ciò che dicono garanti sotto etichetta ma seguono ciò che è chiaro, comprensibile, costruito in modo tale che non attacchi nessuno ma accompagni con notizie chiare e verificate verso la comprensione e, in generale, verso un apprendimento passo passo. Meglio un Health Influencer del sito dell’Ordine dei medici. Perché manca un mediatore che attraverso le domande giuste mostri di essere dalla parte del lettore. Tanti docenti, tanti ex cathedra, spesso in lite tra loro, allontanano dalla verità e dalla scienza”. Alimentando le false notizie alla base di No Vax, No Green pass, No pandemia.

 

 

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