Un nuovo studio mostra le differenze nel modo in cui uomini e donne percepiscono i rischi della pandemia di COVID-19.
Nel marzo 2020, a pochi giorni dall’inizio della pandemia di COVID-19, un gruppo di specialisti in economia comportamentale e ricercatori della Virginia Tech ha iniziato a “disegnare” uno studio che avrebbe valutato come le persone stavano rispondendo emotivamente alla pandemia.
“Come team di economisti comportamentali, siamo interessati al modo in cui le persone prendono le decisioni e ai fattori che contribuiscono ai cambiamenti nel comportamento. L’inizio della pandemia sembrava un esperimento di rilevanza mondiale e siamo stati immediatamente attratti dall’investigare le sue implicazioni sugli individui e sul processo decisionale”, afferma Abdelaziz Alsharawy, autore principale dello studio e ora ricercatore presso la Princeton University.
Il team era particolarmente interessato a come la paura del COVID-19 influenzasse il comportamento delle persone e le scelte economiche, in particolare se tali reazioni differivano tra uomini e donne. A partire dall’inizio di aprile 2020, il team ha pubblicato un sondaggio su 1.500 persone selezionate casualmente da tutti gli Stati Uniti e ha chiesto loro di rispondere a domande su dati demografici, atteggiamenti, preferenze sociali e su come stavano seguendo le misure sanitarie preventive.
Lo studio risultante, recentemente pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology, ha rivelato che le donne avevano maggiori probabilità di riportare livelli estremi di paura del COVID-19 rispetto agli uomini. Infatti, quando agli intervistati è stato chiesto di valutare la loro paura della pandemia su una scala di misurazione approvata a fini scientifici, quasi il 20% delle donne ha scelto l’opzione più alta possibile rispetto al 9,3% degli uomini. Tuttavia, studi precedenti hanno dimostrato che gli uomini hanno maggiori probabilità di contrarre malattie gravi o morire di COVID-19.
“Questa è la grande sorpresa. Una discrepanza – commenta Sheryl Ball, docente al Dipartimento di Economia del Virginia Tech College of Science -. Si potrebbe pensare che se i rischi per la salute sono maggiori per un gruppo rispetto a un altro, ci si aspetta che il gruppo che sta affrontando i rischi maggiori lavori di più per non contrarre il COVID, e invece abbiamo riscontrato il contrario”.
Gli intervistati hanno anche valutato la probabilità di adottare pratiche raccomandate dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie come il lavaggio delle mani, l’allontanamento fisico e l’uso di una mascherina. I dati hanno rivelato che le donne avevano maggiori probabilità di seguire queste pratiche rispetto agli uomini e che il comportamento è motivato dalla paura del COVID-19. “Non è l’essere donna che ti fa aderire alle misure preventive, è il livello di paura – dice Alec Smith, assistente della Ball -. Ed è vero che le donne hanno più paura del COVID degli uomini”.
Le differenze di genere non si fermano qui: il sondaggio ha anche valutato come le persone percepivano sia le conseguenze sanitarie sia quelle finanziarie della pandemia. Le donne avevano maggiori probabilità di essere preoccupate per i rischi per la salute rispetto agli uomini, ma gli uomini hanno mostrato maggiore preoccupazione per le conseguenze finanziarie. Ciò ha sorpreso, poiché i ricercatori avevano ipotizzato che le donne avrebbero mostrato maggiore paura per entrambi.
Identificare queste differenze di genere può aiutare a migliorare il modo in cui vengono fornite le informazioni sulla pandemia, perché uomini e donne possono rispondere ai messaggi in modo diverso. Per esempio, gli uomini potrebbero reagire di più a messaggi che sottolineano come seguire le raccomandazioni alla fine allevierà le conseguenze finanziarie della pandemia aiutando a riportare l’economia in carreggiata.
Adattare questi messaggi a un pubblico specifico li rende più efficaci e, in caso di pandemia, tali messaggi salvano anche le vite.
“Speriamo che questa ricerca contribuisca alla nostra comprensione di come convincere grandi gruppi di persone ad apportare cambiamenti comportamentali in risposta a una situazione urgente come una pandemia globale – afferma il coautore Ross Spoon -. Capire come i diversi gruppi di persone rispondono alle informazioni e agli appelli emotivi aiuterà i governi e altre istituzioni a elaborare strategie di comunicazione per affrontare queste situazioni”.
“Penso che comprendere la differenza di genere che abbiamo documentato sia un’importante lezione appresa da questa pandemia – conclude la professoressa Ball -. Ci saranno altre epidemie in futuro e vogliamo assicurarci di fare meglio di quanto abbiamo fatto ora”.
