Atleta del nuoto di gran fondo, ha compiuto straordinarie imprese sportive, sfidando il diabete di tipo 1. Presentato alla Camera dei deputati il libro biografico.

 

“In una sfida puoi vincere o puoi perdere. Sono le regole del gioco, sono le regole della vita. Il tuo avversario ti studia, ti provoca, cerca di intimorirti giorno dopo giorno, per mesi, per anni. Poi, una mattina ti svegli e decidi che adesso basta, ora vediamo chi è il più forte…”. Inizia con queste parole “Io ti sfido. Monica Priore, il delfino che imparò a volare”, il libro che racconta la vita della nuotatrice di gran fondo – prima atleta con diabete al mondo ad avere attraversato a nuoto lo Stretto di Messina nel 2007 – tratteggiata con vivacità e sapienza dal giornalista sportivo Luca Gregorio.

Il volume è stato presentato oggi alla sala stampa della Camera dei deputati, in un evento organizzato dall’Intergruppo parlamentare obesità e diabete, con il contributo non condizionato di Novo Nordisk, nell’ambito del progetto “Insulin100” e del programma Changing Diabetes®.

Oltre alla protagonista, la manifestazione ha visto la partecipazione della Sen. Paola Boldrini, Presidente Intergruppo Parlamentare sulla cronicità, dell’On. Roberto Pella, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Obesità e Diabete, Federico Serra, Government Affairs & External Relation Director Novo Nordisk e dei rappresentati delle associazioni di pazienti con diabete: Giovanni Lamenza di AGD Italia, Raffaele Scalpone di AID, Marcello Grussu di ANIAD, Aurora Panizzi Ketmaier di ARDI, Stefano Nervo di Diabete Forum, Augusto Benini di FAND e Giuseppe Boriello di FDG.

“Monica Priore – come descrive il libro – ha incontrato il diabete all’età di 5 anni e, da quel giorno, la sua vita è cambiata. Ne ha patito i colpi, le bordate, gli attacchi giocando sempre in difesa, arroccata intorno alle sue poche certezze: suo fratello Enzo, i suoi genitori, il medico di fiducia e soprattutto la sua voglia di riscatto. E mentre Monica cresceva e si faceva donna, le sue paure, il suo senso di inadeguatezza e la frustrazione lasciavano il posto a un sentimento di collera, sempre più insopportabile.

Ed è a questo punto che qualcosa nella sua testa è cambiato: quella solitudine con cui viveva la sua condizione, non permettendole di proiettarsi nel futuro, e il rancore nei confronti del mondo che la circondava, si sono trasformati in un’energia primordiale, frutto del naturale istinto di sopravvivenza. Una rabbia costruttiva non più rivolta verso i pregiudizi, verso burocrati incompetenti, guarigioni illusorie, scarichi di responsabilità, ma rivolta unicamente contro la malattia e il suo esserne vittima.”

Quel giorno Monica ha compreso che non poteva rimanere succube del suo avversario, lo doveva affrontare. E ha deciso, così, di sfidarlo, compiendo straordinarie imprese sportive: oltre al già citato attraversamento dello Stretto di Messina, nel 2010 ha percorso a nuoto i ventuno chilometri che separano Capri da Meta nel Golfo di Napoli, ha partecipato a numerose gare nazionali e internazionali, sino al Giro d’Italia a nuoto, compiuto nell’estate 2015. Per le sue imprese, Monica Priore ha ricevuto dal Presidente Sergio Mattarella, nel 2017, l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica.

«Monica Priore, con la sua vita di atleta ai più alti livelli, ha dimostrato che il diabete è una malattia con la quale, proprio grazie alla scoperta di Frederick Banting 100 anni fa, è possibile convivere e condurre una vita del tutto normale, anche se la sua, probabilmente, va oltre la normalità», sottolinea Federico Serra.

«Raccontare esperienze di successo come quella di Monica è estremamente importante per le persone con diabete, soprattutto giovani, che dopo la diagnosi si fanno prendere dallo sconforto, pensando di non poter più avere una vita normale. La disciplina e la costanza che sono alla base dello sport possono rappresentare degli insegnamenti importanti nella gestione della propria terapia, per vivere una vita con il diabete, ma senza limitazioni», ha detto la Sen. Paola Boldrini.

«Questo libro è una bellissima iniziativa per celebrare il centenario della scoperta dell’insulina, uno degli avvenimenti chiave nella storia della medicina, che ha permesso di salvare milioni di vite nel mondo. La sfida di Monica deve essere la sfida di tutti, a partire dai decisori, per combattere le discriminazioni e garantire dignità e parità di trattamento a migliaia di bambini e ragazzi che convivono con il diabete», ha affermato l’On. Roberto Pella.

«Utilizzo le imprese estreme per dare dei segnali forti – ha spiegato Monica Priorema non per questo posso lasciare tutto al caso, perché l’autocontrollo del diabete è di fondamentale importanza. Quello che dico sempre ai miei colleghi diabetici è che il diabete può essere gestito, bisogna averne cura e tenerlo sotto controllo, una volta riusciti in questo si può andare ovunque».

“Una bracciata dopo l’altra, un metro dopo l’altro, un traguardo dopo l’altro”, proprio come sottolineano iconicamente le ultime parole del libro.

 

 

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