Una patologia che non è solo dermatologica e che influenza la vita quotidiana e lo stile di vita. Ecco come saperne di più.
“La dermatite atopica non è solo una malattia della pelle ma è una malattia sistemica”. Lo afferma Anna Belloni Fortina, Responsabile Servizio di Dermatologia Pediatrica, Università di Padova.
“Fino a poco tempo fa non era nota la sua incidenza negli adulti e invece, proprio negli adulti, costituisce una patologia invalidante, anche nella scelta del lavoro: non è possibile per chi ne soffre compiere un lavoro che faccia sudare, dato che il sudore peggiora i sintomi, oppure un lavoro che preveda il contatto con la polvere”.
In ambito lavorativo è stato calcolato che si perdono mediamente dieci giorni l’anno a causa della malattia, senza contare quelli in cui ci si presenta al lavoro anche se debilitati e stanchi.
Una malattia invalidante, dunque, che “può condizionare i rapporti sociali e sentimentali”: l’evidenza dei sintomi, soprattutto nella fascia scolare, può dar luogo a fenomeni di bullismo. Secondo un recente studio italiano 4 adolescenti su 10 dichiarano di esserne vittime. E non solo ragazzi: 3 adulti su 10 affermano di subire discriminazioni sul luogo di lavoro.
“La dermatite atopica si manifesta con rossore e prurito su viso, collo e altre parti del corpo e peggiora in alcune situazioni: umidità, freddo, polvere, presenza di animali (per il loro pelo che può irritare la pelle), e facendo sport, a causa del sudore” specifica la professoressa.
Fa il suo esordio nei primissimi anni di vita, e in circa la metà dei casi si risolve nel giro di qualche anno. Se persiste, spesso è invece accompagnata da asma e rinite allergica. Ma i sintomi più fastidiosi e causa di stigma sociale sono sulla pelle.
“Le lacerazioni colpiscono prevalentemente il viso, le zone vicino agli occhi e alla bocca, il dorso del piede, le mani e la parte alta della schiena e il sintomo prevalente è il prurito, ma grattarsi complica le cose: non dà affatto sollievo, danneggiando ancora di più la pelle”.
La malattia condiziona anche altri aspetti della vita quotidiana, come la scelta dell’abbigliamento e prodotti per l’igiene: al bando i vestiti stretti, con tessuti ruvidi o lana, consigliato l’utilizzo di detergenti, sapone e creme emollienti senza profumi.
Per lenire i sintomi le cure vanno dalle applicazioni topiche con creme emollienti o a base di corticosteroidi all’assunzione di antistaminici e antibiotici, fitoterapia con raggi ultravioletti e recentemente è stato approvato anche l’uso di anticorpi monoclonali.
Ma prima bisogna conoscere la malattia, affrontarla e confrontarsi con i problemi che dà in ambito sociale di cui accennato sopra.
Per quest’ultimo punto da tempo Sanofi sostiene la campagna educativa “Più unici che rari”, dedicata a ragazze e ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado, ideata da Libri Progetti Educativi per parlare di accoglienza e accettazione dell’altro, partendo da quelle difficoltà e barriere che possono nascere in presenza di patologie tra cui la dermatite atopica.
C’è inoltre, per sapere tutto sulla malattia e la sua gestione, il portale Dermatopia.it per pazienti, caregiver e clinici. Tra i servizi del portale, si trova iDA per conoscere il centro più vicino per la dermatite atopica e per ricevere informazioni su come prenotare una visita specialistica.
