La ricerca guidata da un team della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

 

 

Decrittata una nuova strategia riproduttiva delle meduse. Finora rimasta ignorata, potrebbe essere la chiave del successo adattivo delle meduse rispetto ai “cugini” coralli, minacciati dai fenomeni di acidificazione e dal cambiamento climatico. A descrivere il fenomeno è stato un team di studiosi composto da Isabella D’Ambra, ricercatrice della Stazione Zoologica Anton Dohrn – Istituto nazionale di Biologia Ecologia e Biotecnologie Marine, Louise Merquiol, dottoranda presso la SZN), Monty Graham, Direttore, Florida Institute of Technology, USA, e John Costello, Professore al Providence College, USA, in un articolo pubblicato sulla rivista Scientific Reports dal titolo “Indirect development” increases reproductive plasticity and contributes to the success of scyphozoan jellyfish in the oceans.

Ecologisti e biologi evoluzionisti hanno cercato le chiavi del successo dei “polipi”, lo stadio di vita della medusa grande meno di un centimetro che vive su substrati duri e che è simile al polipo dei “cugini” coralli, nella loro lunga storia evolutiva in molteplici habitat. Di solito il polipo produce da una a 15 piccole meduse (efire) e può ancora produrre efire successivamente. I ricercatori hanno invece osservato in due specie diverse di meduse Mediterranee un comportamento riproduttivo anomalo: il polipo produceva una sola efira per poi morire.

Il team di ricercatori ha evidenziato che questo meccanismo potrebbe essere in realtà diffuso tra le meduse ma finora rimasto ignorato.

Benché l’influenza dei fattori ambientali (temperatura, luce, disponibilità di prede) e i meccanismi molecolari che determinano questo meccanismo non siano ancora chiari, la scoperta delle diverse strategie riproduttive delle meduse ha importanti implicazioni ecologiche ed evolutive. Infatti, anche se la morte del polipo blocca la produzione di nuove efire in futuro, questo meccanismo potrebbe invece risultare vantaggioso dal momento che il polipo in condizioni non ottimali investe le proprie chanche di sopravvivenza nella produzione di una piccola medusa che può spostarsi così in un ambiente più favorevole.

Questo meccanismo spiegherebbe, almeno in parte, come le meduse siano sopravvissute dal pre-Cambriano, superando estinzioni ed eventi climatici estremi e abbiano colonizzato i mari di tutto il mondo. Inoltre, mentre i cugini coralli sono minacciati da cambiamento climatico ed acidificazione, le meduse sopravvivono e sembrano anzi proliferare. La possibilità di scegliere fra diverse strategie riproduttive è forse la chiave del loro successo nel tempo e nello spazio.

 

 

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