Una azienda in Israele è la prima a produrre in serie carne “artificiale” creata da sintesi di laboratorio. E la venderà a breve.

 

Future meat, ossia carne del futuro. È il nome dell’azienda che sta producendo un nuovo tipo di carne, se così la si può definire.

Si tratta infatti di carne letteralmente prodotta in laboratorio. I tecnici di questa impresa in Israele sono infatti riusciti a ridurre i costi di produzione del processo che già si usa in laboratorio per sintetizzare carne.

Grazie a massicci fermentatori in acciaio inossidabile riescono a far crescere rapidamente cellule di tessuto connettivo animale, quello che comunemente mangiamo dopo aver macellato polli d’allevamento, con un sistema che rimuove tutti gli scarti di questo processo per mantenere un ambiente il più possibile fisiologico.

Adesso sono in grado di vendere petti di pollo a meno di quattro dollari. Ma si stanno già preparando a produrre carne di agnello e manzo.

L’advertising dell’azienda promette gusto e apporto proteico identico a quello della carne di animali allevati normalmente e punta tutto sulla sostenibilità: l’agricoltura, affermano, sta occupando l’80% delle terre abitabili e la ricerca di nuovi terreni per sfamare una popolazione sempre più in aumento sta portando alla deforestazione del pianeta, impiegando anche il 30% delle riserve idriche.

In effetti dai numeri emerge un indubbio vantaggio: la produzione di carne sintetica richiede il 96% in meno di acqua e riduce dell’80% l’emissione di gas serra, risparmiando il 99% di terreno agricolo dato che non c’è bisogno di campi per coltivare il nutrimento degli animali. Senza contare l’abbattimento di risorse per il trasporto e il macello, cosa che dovrebbe essere appetibile a vegani e vegetariani.

Per vedere se questo nuovo prodotto alimentare avrà successo bisognerà vedere come sarà accolto dai consumatori in tutto il mondo, dove ovviamente ne sarà approvata la vendita.

 

 

 

 

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