Il 10% delle donne in dolce attesa e il 13% di chi ha appena partorito soffre di questa patologia.

 

L’attesa di un bambino introduce nella vita delle coppie, specialmente in quella della donna, numerosi e inevitabili cambiamenti che portano a sconvolgere totalmente la normale routine. In questo periodo la donna ha bisogno di maggiore supporto e protezione anche a livello psicologico, in quanto è soggetta a risposte emotive molto frequenti e accentuate, che a volte possono corrispondere o causare un disagio mentale come, ad esempio, la depressione – una malattia troppo spesso sottovalutata, specialmente in questo caso.

Questa patologia, che interessa il 10% delle donne incinta e il 13% di quelle che hanno appena partorito, si manifesta con diversi sintomi: umore triste, irritazione, stanchezza, agitazione, perdita di interesse nelle attività, difficoltà di attenzione e concentrazione, scarsa memoria e disturbi del sonno e dell’appetito, tutti segnali che hanno una forte incidenza sulla gravidanza e sul rapporto della donna con il proprio figlio e anche con il proprio compagno.

L’arrivo della malattia può dipendere da diversi fattori come il presentarsi di alcune difficoltà durante i 9 mesi, situazioni stressanti o mancato supporto sociale. Ad aggravare ulteriormente la situazione è stata l’emergenza sanitaria che ha aumentato ansie e paure delle mamme in merito ai rischi per la salute e ha costretto molte donne incinta a dover affrontare momenti importanti della gravidanza o addirittura il parto da sole. Federica Faustini, psicologa e psicoterapeuta del centro B-Woman per la salute della donna di Roma, spiega come la pandemia abbia contribuito alla manifestazione o al peggioramento dei sintomi di questo malessere fra le donne in dolce attesa.

La paura di contrarre il virus per le donne incinte e per le neo mamme è una delle leve che ha inciso di più nella presentazione di patologie psicologiche come la depressione. Come spiega la Dott.ssa Faustini “Le preoccupazioni per l’esposizione al virus possono influenzare emozioni, pensieri e funzioni. Alcune donne, a causa della paura che contrarre il Covid-19 potesse influenzare la salute propria e del proprio bambino, hanno sviluppato sintomi ossessivo-compulsivi, che si concretizzano nei rituali e nelle misure preventive per evitare il contagio. Inoltre, la costante preoccupazione può rendere le donne più difensive nei confronti del contatto fisico e far sì che, da sole, siano portate all’isolamento, con manifestazioni di ostilità e ansia fobica, dando vita così anche a sintomi depressivi”.

L’isolamento è, infatti, l’altra importante fonte di disagio psicologico e depressione, legata alla pandemia. Questa condizione è dovuta sia all’auto-protezione da parte delle donne, per ansia e paura di contrarre il virus, ma anche dai cambiamenti di protocollo introdotti nelle strutture ospedaliere e dalle misure di distanziamento sociale imposte per limitare il contagio.

L’emergenza sanitaria ha comportato innumerevoli sfide e cambiamenti negli ospedali che hanno avuto un forte impatto sugli altri reparti e pazienti come quello di maternità, limitando al solo partner (a volte nemmeno previsto) la possibilità di essere vicino alla donna durante le visite di controllo e anche durante il difficile e importante momento del parto.

“La sintomatologia depressiva e ansiosa di questi tempi sembra essere legata al fatto che le mamme debbano affrontare momenti di tensione ed emozione in solitudine e possano sentirsi sopraffatte dal pensiero di doversi prendere cura di un neonato senza alcun aiuto esterno.”

Il distanziamento sociale necessario per il controllo del contagio, ha portato, infatti, molte donne a dover affrontare i 9 mesi, insieme a tutte le difficoltà che comportano e il post- partum quasi in completa solitudine e prive del fondamentale aiuto e affetto di familiari e amici. La lontananza dai propri cari, la mancanza di assistenza e il dover affrontare un momento così delicato a volte anche senza il partner, hanno portato come conseguenza ad un inevitabile aumento delle donne depresse nel Paese.

“Questi risultati – conclude la psicologa – mostrano chiaramente che l’emergenza pandemica e le restrizioni imposte alla popolazione hanno avuto un grande impatto sul benessere delle future madri e delle donne dopo il parto, mettendo in gioco la loro salute mentale e stabilità emotiva. È noto che la gravidanza e il puerperio sono momenti estremamente delicati nella vita di una donna: questo particolare stato comporta una maggiore instabilità e fragilità emotiva, nonché un maggiore bisogno di protezione. Ciò è ancora più vero durante eventi stressanti, come quelli vissuti durante una pandemia. In questa prospettiva, è fondamentale che le strutture sanitarie e il personale medico tengano in grande considerazione il ruolo svolto dalla rete di supporto nel preservare il benessere delle donne incinte e delle neo mamme. Nello specifico, alle donne dovrebbe essere garantita la presenza del partner o di una persona di riferimento sia durante il parto che nei primi giorni dopo il parto, come suggerito anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (2016)”.

 

 

 

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