Aducanumab è un anticorpo monoclonale umano in grado di legarsi alla proteina amiloide e di rimuoverla con l’aiuto del sistema immunitario.

“E’ un momento storico per i pazienti, le famiglie e la società”. Così John Growdon, professore di neurology alla Harvard Medical School ha definito l’approvazione da parte della Food and Drug Administration (l’ente americano equivalente alla nostra Aifa) di Aducanumab, farmaco contro la malattia di Alzheimer.

La patologia è caratterizzata dall’aggregarsi nel cervello di accumuli di proteina amiloide, che forma delle placche nocive al funzionamento delle connessioni neurali, con conseguente perdita di memoria, demenza, inabilità a orientarsi e a parlare.

Per combattere la malattia si cerca quindi di impedire la formazione di tali placche o di disgregarle ove già esistenti, ma finora con scarsi risultati. Aducanumab è invece in grado di rimuoverle.

Si tratta di un anticorpo monoclonale umano sviluppato da Neurimmune’s Reverse Translational MedicineTM in collaborazione con l’universitò di Zurigo: tramite infusione endovenosa il farmaco riesce a passare la barriera emato-encefalica e a entrare nel cervello, dove si lega con le placche amiloidi e le rimuove con l’aiuto del sistema immunitario.

Questo si traduce in un rallentamento della progressone dell’Alzheimer. In tre studi clinici è stato verificato che in 18 mesi di trattamento le placche amiloidi sono state ridotte dal 59% al 71%. L’approvazione della FDA si basa proprio su questi risultati veramente importanti.