mascherina

Il virologo Francesco Menichetti, primario di malattie infettive all’ospedale di Pisa non lo ritiene sicuro.

 

“Io non lo so a chi può venire in mente una cosa del genere. Di tutti i colori se ne sentono. Sarà la primavera”. A parlare è il virologo Francesco Menichetti, primario di malattie infettive all’ospedale di Pisa. Il virologo è lapidario sulla possibilità prospettata dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, di togliere le mascherine all’aperto a giugno una volta raggiunti i 30 milioni di vaccinati.

“Mi pare prematuro un messaggio di questo genere”, sottolinea. “Dato ora – avverte Menichetti – questo messaggio può avere la valenza di un liberi tutti. Ma noi siamo realmente sicuri – si domanda – di avere sotto controllo la situazione? A me non risulta che abbiamo ancora completato la vaccinazione degli anziani e dei fragili: c’è una quota di ultraottantenni, ultrasettantenni e soprattutto una quota importante di ultrasessantenni ancora non protetti. Abbiamo un numero di infetti che supera ancora le 350mila unità. Annunciare ora che potremmo togliere la mascherina quando avremo vaccinato 30 milioni di persone, mi pare un annuncio quanto meno non tempestivo se non addirittura imprudente. Mi sembra strano – aggiunge – che il Cts non batta un colpo, forse gli è sfuggito e lo farà”.

Quanto ai rischi correlati al togliere la mascherina, Menichetti spiega: “Io ho consigliato ai vaccinati di continuare a indossare la mascherina perché sono sempre partito dal presupposto che un vaccinato è protetto dalla malattia, ma potrebbe non essere protetto dall’infezione. E se non fosse protetto dall’infezione potrebbe essere lui da vaccinato fonte infettante. È questa la ratio per cui dobbiamo continuare a mantenere il distanziamento, le mascherine, i comportamenti corretti”.

“Noi vogliamo fare come gli inglesi – dice il virologo – ma non siamo nelle stesse condizioni. Gli inglesi hanno da settimane meno di 5 morti al giorno e hanno vaccinato da settimane 30 milioni di persone e continuano a vaccinare, hanno fatto una riapertura molto controllata e ben pianificata. Ho l’impressione che noi vogliamo bruciare i tempi senza avere ancora tutti i numeri”.

“All’aperto il rischio si riduce, sì, ma – aggiunge Menichetti – non capisco: abbiamo fatto del coprifuoco una linea del Piave, non facciamo lavorare i ristoranti di fatto la sera perché chiudendo alle 22 non combinano niente e adesso annunciamo che togliamo le mascherine a fine giugno? Non mi pare che Sileri sia in sintonia con i numeri attuali della pandemia e penso che si debba meglio armonizzare con il ministro e con il Cts. Questa è la mia personale raccomandazione”.

“Non vogliamo continuare a terrorizzare nessuno, non siamo liberticidi però pretendiamo serietà e prudenza. Ce l’hanno chiesta, ci hanno chiesto a lungo sacrifici e continuano a chiedere a una buona parte degli italiani sacrifici. Bene, diano però messaggi seri. Questa cosa mi amareggia. Rimango perplesso e invito alla prudenza”, conclude.

 

 

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