Cerate nuove cellule in grado di eliminare tumori solidi come glioblastoma, mesotelioma e tumore ovarico.

 

Grazie a un nuovo design due team di ricerca sono riusciti a creare nuova generazione di cellule CAR-T specifiche che ripuliscono nei topi alcuni tumori solidi: glioblastoma, mesotelioma e tumore ovarico.

Le cellule CAR -T sono linfociti T (cellule del sistema immunitario) ingegnerizzate introducendo il recettore CAR per far riconoscere loro le cellule tumorali. Si usano quindi nell’immunoterapia per tumori del sangue come leucemie e linfomi: si prelevano linfociti T dal paziente, si modificano con il recettore CAR e si reiniettano nel malato; a questo punto, poiché sono in grado di individuare le cellule tumorali, i linfociti T ingegnerizzati attaccano il tumore e lo debellano. Tuttavia non ci sono ancora terapie CAR-T che danno gli stessi risultati per i tumori solidi.

In questo caso i ricercatori dell’Università di San Francisco e del Flatiron Institute di New York hanno però sviluppato delle nuove cellule che migliorano le performance delle CAR-T contro i tumori solidi e minimizzano gli effetti collaterali del trattamento. Infatti un limite di questa terapia in tali tumori è proprio nella distruzione dei tessuti sani, poiché spesso i bersagli verso cui le CAR-T sono indirizzate si trovano anche in cellule non cancerose.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Science del 28 aprile. Gli scienziati hanno ingegnerizzato un nuovo circuito molecolare su synNotch-CAR T, che si attiva solo quando le cellule riconoscono gli antigeni tumorali. Nel caso del glioblastoma, il circuito integra recettori che distinguono il recettore EGFRvIII delle cellule tumorali e la proteina MOG dei tessuti sani in modo che le CAR-T attacchi solo le cellule malate nel sistema nervoso.

Il risultato è che con questa immunoterapia il glioblastoma si è ridotto e si è mantenuto in remissione senza danneggiare le cellule sane, come è stato osservato nei topi. Stessa cosa è stata fatta per la proteina ALPPL2, che compare nel cancro ovarico e nel mesotelioma, su altre cellule synNotch-CAR T, con gli stessi esiti positivi.

Le synNotch-CAR T hanno mostrato inoltre di “durare” di più rispetto alle tradizionali cellule per l’immunoterapia con questa tecnica, aprendo così la strada all’impiego del trattamento anche per i tumori solidi.

 

 

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