Auto ibride

 

 

Un nuovo studio rivela che in strada le auto ibride emettono fino a quattro volte di più rispetto a quanto dichiarato dalle case nei test in laboratorio.

 

Le auto ibride plug-in, che cioè alternano un motore a combustione interna e un motore elettrico, nascono con l’intento di ridurre le emissioni di CO2 ed altri gas prodotti dai normali veicoli a combustibile fossile.

Già si sapeva che, se l’energia elettrica con cui caricano le batterie non è prodotta da fonti rinnovabili ma da centrali termoelettriche classiche, tutto il discorso sulle emissioni zero è vano.

Ma ora un nuovo studio effettuato in Germania e pubblicato su Environmental Research Letters rivela che anche su strada, quando è in funzione il motore a combustione, le emissioni superano i valori che sono stati calcolati nei test. E di parecchio.

Mediamente parliamo di 50–300 gCO2/km, che è tra le due e le quattro volte superiore alle emissioni misurate nei test. E in parallelo anche il consumo di carburante quadruplica, “a causa della bassa frequenza di ricarica” dicono gli autori dello studio.

La ricerca è stata effettuata analizzando i dati di oltre centomila veicoli in Germania, Cina, Olanda, Norvegia e Stati Uniti, sia su auto private che aziendali.

Secondo gli esperti ciò è dovuto al fatto che si effettuano poche ricariche delle batterie elettriche, preferendo l’uso del motore a combustione interna; anche a causa dell’alto costo dell’elettricità rispetto al carburante fossile.

Insomma, alla prova dei fatti le auto ibride si rivelano un flop per quanto riguarda l’inquinamento e le emissioni di gas serra.

 

 

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