Importante l’applicazione rigorosa dei principi dell’Evidence Based Medicine al fine di prendere le migliori decisioni per il singolo paziente e la comunità.

 

 

Negli ultimi anni hanno fatto il loro ingresso sul mercato i vaccini quadrivalenti (due ceppi di influenza A e due ceppi di influenza B), ma anche vaccini potenziati come il vaccino ad alto dosaggio, con l’obiettivo di migliorare l’efficacia vaccinale in alcune popolazioni, nello specifico gli anziani, che per il fenomeno dell’immunosenescenza rispondono meno ai vaccini tradizionali.

I vaccini rappresentano una classe di farmaci molto particolare: essi vengono somministrati per prevenire la comparsa di una malattia e le possibili complicanze associate. Per questo è necessario valutare attentamente che sussista un profilo di efficacia adeguato in combinazione a un rischio basso o molto basso di reazioni avverse. Ecco perché risulta particolarmente importante nel campo dei vaccini l’applicazione rigorosa dei principi dell’Evidence Based Medicine vale a dire un uso consapevole delle migliori evidenze biomediche e prove di efficacia in un dato momento disponibili, al fine di prendere le migliori decisioni per il singolo paziente e la comunità.

Questi principi, introdotti all’inizio degli anni ‘90, hanno modificato le scelte nella cura dei pazienti e sempre più clinici e decisori hanno acquisito familiarità con la piramide delle evidenze scientifiche. Infatti, l’Evidence Based Medicine è stata lo strumento più efficace nel trasformare un ammontare sempre maggiore di evidenze scientifiche in scelte consapevoli di trattamento dei pazienti – commenta la Dott.ssa Carlotta Galeone, Bicocca-Applied Statistic Center (B-ASC), Università degli Studi di Milano Bicocca e Biostatistics & Outcome Research, Statinfo, Renate – Teniamo presente che esiste una gerarchia anche nelle prove scientifiche, non sono tutte uguali.

In particolare, nel mondo dei vaccini ci si riferisce all’Evidence Based Vaccinology (EBV), cioè all’identificazione delle migliori evidenze disponibili per prendere decisioni consapevoli durante tutte le fasi di sviluppo di un vaccino e della sua implementazione a livello di popolazione.

Un esempio concreto dell’applicazione rigorosa degli strumenti di EBV è rappresentato da una recente revisione sistematica della letteratura, pubblicata a ottobre 2020, condotta dallo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), sull’efficacia clinica, l’effectiveness e la sicurezza dei vaccini antinfluenzali potenziati rispetto al vaccino a dose standard prodotto su uova.

La certezza dell’evidenza per gli esiti principali è stata valutata usando la metodologia GRADE che si fonda sull’assunto che la solidità di un’evidenza non può essere basata esclusivamente sul disegno dello studio, ma deve tenere in considerazione anche le limitazioni metodologiche intrinseche, quali i rischi di distorsione, l’imprecisione, la non riproducibilità e la non trasferibilità dei risultati dello studio alla pratica clinica, tutti fattori che possono inficiare le evidenze scientifiche.

“Quando ci si riferisce in dettaglio alle migliori prove scientifiche sulle vaccinazioni antinfluenzali è necessario tener conto dell’unicità epidemiologica delle caratteristiche dei virus influenzali e delle motivazioni per l’immunizzazione. Ogni anno la circolazione del virus influenzale stagionale e degli altri virus respiratori e i relativi tassi di ammalati variano notevolmente, anche in relazione alle caratteristiche della popolazione. Data questa variabilità, insieme alla mancanza di protezione dal virus da un anno a quello successivo, i singoli studi epidemiologici che riportano dati di una o due stagioni influenzali sono spesso difficili da interpretare, soprattutto quando la numerosità delle persone arruolate è bassa” – continua la Dott.ssa Galeone.

Sulla base di una valutazione rigorosa come quella che la metodologia GRADE può garantire, l’ECDC ha giudicato il vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio capace di fornire una migliore protezione rispetto ai vaccini a dosaggio standard contro l’influenza confermata in laboratorio e contro altri outcome secondari quali ad esempio i ricoveri ospedalieri.

Inoltre, a novembre 2020, lo Standing Committee on Vaccination tedesco (STIKO) ha valutato i dati sull’efficacia e la sicurezza del vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio, riconoscendo un beneficio aggiuntivo rispetto al vaccino a dose standard e indicando conseguentemente una raccomandazione d’uso preferenziale nella popolazione di riferimento a partire dalla stagione influenzale 2021/22.

L’auspicio è che le decisioni in materia vaccinale vengano per prassi basate sulle migliori evidenze disponibili, giudicate tali da Autorità Sanitarie indipendenti attraverso una procedura metodologica rigorosa e trasparente di valutazione” conclude la Dott.ssa Galeone.

 

 

Leggi anche:

Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

Riproduzione riservata (c)