Ricercatori inglesi sono riusciti a contenere i manifesti sintomi di malattie neurodegenerative come il Parkinson.

 

All’UK Dementia Research Institute, in Gran Bretagna, un team di ricercatori ha scoperto un modo per sopprimere – almeno temporaneamente – i tremori che si accompagnano nelle persone con malattie neurodegenerative, come ad esempio il Parkinson.

Ancora non si conoscono con esattezza le dinamiche biologiche che provocano questi involontari movimenti degli arti, testa e altre parti del corpo, ma si ritiene siano il risultato indotto da onde cerebrali degenerate in aree del cervello associate alle funzioni motorie.

Per questo gli scienziati hanno pensato di intervenire proprio su queste onde. Per prima cosa hanno sviluppato un procedimento per calcolarne la frequenza in tempo reale mentre si propagano nel cervello, in modo da conoscere l’andamento temporale dei picchi.

Hanno quindi applicato degli elettrodi sul cranio di undici pazienti affetti da tremori essenziali, uno dei più comuni disordini del movimento, andando a stimolare con onde elettromagnetiche il cervelletto, la parte del cervello che ha un importante ruolo nel controllo dei movimenti.

La frequenza delle onde irraggiate è stata fatta coincidere il più possibile con quella delle onde cerebrali che causano i tremori e si è visto che durante il trattamento – e per un breve periodo dopo di esso – i tremori si sono attenuati. Tanto di più quanto la stimolazione andava a interferire con le onde responsabili dei movimenti.

Questo approccio, che a differenza dei precedenti è completamente non invasivo, è risultato quindi molto efficace. Anche se l’effetto è solo temporaneo, apre la strada alla ricerca di nuove soluzioni per combattere questa patologia che colpisce mediamente il 15% degli anziani.

 

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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