Un team di scienziati israeliani dell’Università di Tel Aviv ha utilizzato  “forbici microscopiche” in un’affascinante ipotesi di lavoro: individuare ed eliminare le cellule cancerogene.

 

Si può “operare” il Dna, togliere ciò che crea problemi ed eventualmente aggiungere ciò che corregge? Si. Si può fare. Il bisturi cellulare si chiama “forbice molecolare”. Ovviamente non è una forbicetta ma come immagine funziona. E in laboratori super attrezzati ormai si usa da anni, ma ancora si è agli inizi delle possibilità, dei potenziali che si preannunciano enormi. Con questa tecnica, infatti, è possibile modificare e distruggere qualsiasi gene di specifico interesse in qualsiasi tipo di cellula. Le possibilità d’azione sono, quindi, sostanzialmente infinite.

Un team di scienziati israeliani dell’Università di Tel Aviv, per esempio, ha utilizzato queste “forbici microscopiche” in un’affascinante ipotesi di lavoro: individuare ed eliminare le cellule cancerogene. L’obiettivo del team è distruggere un tumore, con uno o massimo tre trattamenti. I risultati dei test sugli animali sono appena stati pubblicati su Science Advances, mentre la sperimentazione sull’uomo è prevista entro due anni. Il metodo sarebbe talmente preciso da colpire solo le cellule interessate, evitando danni o traumi a tutto ciò che le circonda.

Che cosa sono le “forbici molecolari”? Sono proteine della classe delle nucleasi, capaci di correggere in modo specifico la sequenza di Dna interessato. Basta sapere dove e cosa “tagliare”. “Questo è il primo studio al mondo a dimostrare che il sistema di editing del genoma CRISPR, che funziona tagliando il Dna, può essere efficacemente utilizzato per curare il cancro in un animale”, ha detto in un’intervista al “Times of Israel” Dan Peer, esperto nel campo dell’oncologia dell’Università di Tel Aviv. “Non ci sono effetti collaterali e crediamo che una cellula cancerogena trattata in questo modo non possa mai più attivarsi”.

La ricerca peer-review è stata, come detto, pubblicata sulla rivista Science Advances, del gruppo Science una tra le più prestigiose riviste in campo scientifico a livello mondiale. Peer sogna un trattamento contro il cancro che sostituisca la chemio, che solitamente ha un impatto drastico sui malati di cancro poiché viene somministrato in tutto il corpo. “Questa tecnologia può estendere l’aspettativa di vita dei malati di cancro e speriamo, un giorno, di curarne la malattia”.

I test sono stati effettuati su centinaia di topi. Con quali risultati? “I ricercatori hanno scoperto che i topi con cancro che hanno ricevuto il trattamento avevano il doppio dell’aspettativa di vita del gruppo di controllo e il loro tasso di sopravvivenza era del 30% più alto”, riporta il “Times of Israel”.

Dan Peer ha anche spiegato che la tecnologia deve essere ulteriormente sviluppata, poiché il trattamento sarà adattato all’uomo e personalizzato su ciascun paziente. Il fattore fondamentale è la dimostrazione che questo metodo può uccidere le cellule tumorali. Si partirà da una biopsia ed in seguito si procederà ad un’iniezione generale o diretta al tumore, in base a ciò che è più idoneo. L’iniezione consiste di tre componenti: una nano particella formata da lipidi, Rna messaggero che “codifica” la “piccola funzione forbice” per tagliare il Dna, e un sistema di navigazione che “riconosce” le cellule cancerose. Per lo studio sono stati scelti il glioblastoma e il cancro ovarico metastatico, due dei tumori più mortali. Il glioblastoma è il tipo più aggressivo di cancro al cervello, con un’aspettativa di vita di 15 mesi dopo la diagnosi e un tasso di sopravvivenza a 5 anni di solo il 3%.

“Quando dodici anni fa abbiamo parlato per la prima volta di trattamenti con Rna messaggero, la gente pensava fosse fantascienza”, ha detto il ricercatore. “Credo che nel prossimo futuro, vedremo molti trattamenti personalizzati basati sui messaggeri molecolari, per il cancro e varie malattie genetiche”. E Peer conclude: “Sfortunatamente esistono più di 500 differenti tipi di cancro, alcuni di loro hanno caratteristiche genetiche uniche e quello che vorremmo fare è di poter utilizzare la nostra strategia per colpire quei tipi specifici”.

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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