Grazie alle nuove tecnologie è stato possibile scoprire l’interno di sarcofagi scoperti nel 1615 in Egitto e risalenti a 2.000 anni fa.

 

 

Correva l’anno 1615 quando l’italiano Pietro della Valle, in pellegrinaggio in Terra Santa, sentì parlare di due antichissimi sarcofagi di stucco, sui quali era dipinta a figura intera il ritratto delle due mummie, un uomo e una donna, in essi contenute.

Si recò quindi a Saqqara, In Egitto dove erano state ritrovate, e le acquistò portandole a Roma. Nei corso dei secoli le mummie, a cui si aggiunse una terza di un’adolescente, finirono in un museo di Dresda, in Germania, dove sono tuttora custodite.

Per quattro secoli nessuno ha mai guardato dentro ai sarcofagi. Fino al 1980, quando il museo espose i tre involucri funebri ad un’analisi ai raggi X. Oggi, grazie alla tomografia computerizzata a immagini, è stato possibile eseguire un’ulteriore analisi, molto più dettagliata, che ha svelato i misteri contenuti all’interno delle sepolture.

Per esempio si è potuto apprendere che l’uomo, deceduto tra i 25 e i 30 anni, era alto 1,64 metri e presentava varie cavità dentali. Le sue ossa erano in parte rotte e mescolate, probabilmente a causa del modo affrettato con cui il sarcofago è stato estratto dalla tomba.

Gli organi interni non erano stati asportati, anche se il metodo di imbalsamazione ha potuto preservare il cervello solo della donna, alta 151 centimetri e d’età compresa tra i 30 e 40 anni.

L’analisi ha anche potuto mettere in luce le condizioni fisiche dei corpi: la donna soffriva di artrite al ginocchio sinistro, mentre l’adolescente (probabilmente di 17 anni e alta 1,56) aveva un tumore benigno alla spina dorsale, non comune tra le persone di quell’età.

I sarcofagi, provenienti tutti dalla necropoli di Saqqara, sono costituiti da una base in legno sulla quale sono stati avvolti i corpi con tessuti e poi ricoperti di stucco e decorati con oro e un ritratto dell’intera persona.

Risalgono ad epoca romana, datati tra il 30 395 a.C. e il 30 d.C. Forse per questo sono stati sepolti con oggetti cari alla tradizione funeraria di quel periodo, quali monete per pagare il traghetto dell’aldilà a dio Caronte.

Nei sarcofagi delle donne sono state scoperte anche raffinate collane, mentre la causa della morte delle tre persone no è stata invece determinata.

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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