Il 16 novembre ricorre il 10° anniversario dal riconoscimento della Dieta Mediterranea come “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità” da parte dell’Unesco.

 

Secondo le stime più recenti, nel nostro Paese un minore su quattro è in sovrappeso o obeso e tra gli adulti la quota quasi raddoppia (46,1%). Sovrappeso e obesità, seppur in diminuzione negli ultimi anni, continuano a incidere fortemente sullo stato di salute dei nostri connazionali, tanto che il 91% dei decessi nel nostro Paese è dovuto a malattie non trasmissibili. Trai vari fattori, anche da scelte che facciamo a tavola (oltre 3 milioni di persone convivono col diabete, mentre il 44% dei decessi dipende da malattie cardiovascolari). Numeri che denunciano un allontanamento da una dieta sana e bilanciata in favore di condotte alimentari poco salutari. La Dieta Mediterranea, infatti, è universalmente associata alla prevenzione di malattie croniche non trasmissibili – dal diabete alle malattie cardiovascolari – ed è un modello alimentare in grado di incidere in modo determinante sulla longevità, con un impatto paragonabile alla differenza che si osserva tra fumatori e non fumatori e che in termini di aspettativa di vita si traduce in circa 4,5 anni di vita in più.

Si tratta di un tema importante che la Fondazione discuterà durante il suo annuale evento di dicembre –quest’anno organizzato con Food Tank col titolo “Resetting the Food System from Farm to Fork – Setting the Stage for UN 2021 FOOD Systems Summit” – e a cui sarà dedicato il panel “Cibo come prevenzione”  con l’obiettivo di discutere dell’alimentazione e del suo ruolo cruciale nel contribuire a prevenire malattie croniche non trasmissibili.

Le nostre scelte alimentari, inoltre, hanno un impatto anche sull’ambiente, visto che fino al 37% delle emissioni globali di gas serra provengono dai nostri sistemi alimentari, dal campo alla tavola. Mangiare, infatti, è l’atto conclusivo di un processo che coinvolge la gestione dei terreni, delle foreste e delle acque, l’agricoltura, l’allevamento e la pesca. Inoltre, richiede un grande utilizzo di energia e di acqua potabile di cui spesso non siamo consapevoli. E, in questo senso, la Doppia Piramide Alimentare e Ambientale ideata dalla Fondazione Barilla rappresenta una “guida” per dimostrare la strettissima relazione tra due aspetti di ogni alimento: il valore nutrizionale e l’impatto ambientale generato. Questo strumento illustra come gli alimenti a minore impatto ambientale siano anche quelli alla base della Dieta Mediterranea, come ortaggi, frutta, olio extravergine di oliva, frutta secca, cereali integrali, legumi, consigliati dai nutrizionisti per la nostra salute.

 

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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