Il virus presente nel seme del 10% dei maschi.

 

La stagione estiva e quella in cui si moltiplicano esponenzialmente le infezioni a causa di comportamenti sessuali disinvolti e rapporti non protetti. Da un punto di vista anagrafico, sono i giovani, in generale, i principali protagonisti del sesso a rischio durante i mesi estivi, soprattutto nella fascia d’età compresa tra i 20 e i 30 anni.

Il 15-20% dei teenager confonde la contraccezione con la prevenzione delle infezioni trasmesse sessualmente: la pillola protegge da una gravidanza indesiderata, ma nulla può contro le infezioni da patogeni come clamidia, papillomavirus e la sifilide, una vecchia conoscenza che accompagna l’umanità dalla notte dei tempi.

Uno su dieci inoltre non usa il preservativo (dati Società Italiana di Contraccezione) e la maggior parte dei maschi ritiene che l’HPV colpisca solo il sesso femminile. Se il rapporto non è consumato con il partner abituale, il preservativo è indispensabile sia nei rapporti anali sia vaginali, ma è fortemente consigliato anche nei rapporti orali, che sono ad alto rischio per alcune infezioni come la sifilide e la gonorrea.

Tutte le infezioni sessualmente trasmesse, oltre all’Hiv, sono in aumento: i centri infettivologici italiani negli ultimi 3-4 anni hanno notato un incremento pari a più del doppio dei casi di sifilide così come sottolineato dall’Italian Conference on AIDS and Antiviral Research e da società scientifiche come l’ADOI, l’Associazione dei Dermatologi Ospedalieri Italiani.

Tornando all’HPV, il papillomavirus, non fa distinzioni di genere. Se riesce a infettare, colpisce. E nel sesso maschile al rischio di condilomi e tumori come conseguenza di una infezione genitale da papilloma virus (HPV), nell’uomo si aggiunge anche la minaccia dell’infertilità.

“Il virus dell’HPV si lega agli spermatozoi, riducendone la capacità fecondante”, spiega Salvatore Sansalone, specialista in Andrologia all’Università Tor Vergata di Roma. E aggiunge: “Già lo scorso anno l’Organizzazione mondiale della Salute (OMS) aveva diffuso i numeri delle infezioni sessuali calcolandone un milione di casi ogni giorno nel mondo (nella fascia di età tra i 18 e i 49 anni e senza includere proprio l’infezione da HPV) ma sappiamo che in estate i numeri aumentano e non solo tra i giovanissimi”.

Proprio l’HPV è l’infezione maggiormente diffusa e per la quale oggi esiste un vaccino dapprima offerto alle ragazze per proteggerle dal rischio di condilomi e tumori della cervice uterina e dell’ano e oggi consigliata anche alla giovane popolazione maschile.

L’HPV nell’uomo, infatti, non è solo una spiacevole infezione: i ceppi 6 e 11 a basso potenziale oncogeno sono responsabili di circa il 90% delle infezioni. Circa il 65-70% degli uomini contrae una infezione nel corso della vita, e molti studi hanno ormai verificato la presenza del DNA del virus nel liquido seminale. L’HPV è stato rilevato nel liquido seminale in circa il 10% dei maschi sessualmente attivi, il virus ha la capacità di legarsi agli spermatozoi influenzando negativamente la vitalità spermatica, la morfologia, la motilità e aumentando la frammentazione del loro DNA.

Secondo uno studio apparso su Biomedical Research su 229 campioni di liquido seminale si è proposto di ricercare la presenza di DNA del virus che è stato riscontrato nel 16,6% dei casi: anche quelli con un solo ceppo a basso rischio presentavano una viscosità alterata mentre quelli positivi a più ceppi presentavano ipo-spermia e altri fattori prognostici negativi. Mentre un’altra ricerca ha riscontrato una prevalenza di DNA del papillomavirus nel liquido seminale nel 11,4% nella popolazione generale e nel 20,4% dei pazienti infertili.

Le conseguenze dell’infezione, quindi, possono essere una lesione asintomatica in cui il maschio è un portatore sano che funge da serbatoio trasmettendo il virus alla partner, oppure una lesione manifesta con condilomi, tumori e papillomi faringei (10,1% nell’uomo contro il 3,4% nelle donne e nel 15-20% di quelli che non riescono a procreare).

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