Ossia come si può scatenare una pandemia.

 

Gennaio 2020, si parla del Coronavirus in Cina. Lontana. Dispiace per i contagiati ma da lì non si muove. Consigli degli esperti: non andate in quella zona. Evitate contatti con chi proviene da lì. Sono tranquillo, quando mai uscirà dai Paesi orientali. Già successo con la Sars, con Ebola. Poi casi pochi. La sera mi incontro con amici per un’apericena nel centro di Milano. Di giorno ero stato a un evento legato al vino, presenti alcuni compratori cinesi. Tutto tranquillo. La sera chiedo ai presenti se qualcuno era stato a Whuan o aveva avuto incontri d’affari con cinesi. Nessuno. Tutto tranquillo, niente cinesi niente pericoli. Il giorno dopo ho un po’ di raffreddore e devo partire per un evento a Roma. Nessun problema, passo in farmacia e compro aspirina e uno spray per il naso. Frecciarossa. Evento a Roma. Rientro. Siamo a febbraio. Qualche starnuto, basta il fazzoletto e vado a trovare un collega a Padova. Pranzo, chiacchiere, affari. Starnuti. Stretta di mano e ripartenza. Il mio amico deve andare in ospedale a trovare la zia malata. La saluta, ci parla, la accarezza con il palmo della mano. Intanto il mio raffreddore passa, ma a metà febbraio vengo a sapere che il mio amico ha una brutta polmonite. E viene ricoverato nell’ospedale dove è anche la zia in cura per un tumore. Poi arrivano le notizie dei primi casi in Italia. Aumentano di giorno in giorno e non si sa chi è il paziente zero. Al mio amico in ospedale fanno il tampone ed è positivo. Mi contattano ma io l’ho incontrato 15 giorni prima e non ho sintomi. Non parlo del raffreddore tanto è passato. Durato più del solito ma passato. La zia del mio amico si aggrava, positiva al tampone, debilitata dalla malattia muore. Covid-19.

La storia è inventata ma serve per alcune osservazioni: al protagonista non si fa alcun tampone e probabilmente si è infettato ad un evento con orientali presenti a fine gennaio. Gli amici dell’apericena non sono stati controllati a meno che non hanno avuto sintomi quando sono iniziati i casi in Italia. L’amico di Padova ha avuto sintomi gravi, ma prima di averli ha girato tranquillamente spesso in ospedale. La zia si è contagiata con lui. Quante volte questi protagonisti si sono lavati le mani, veicolo del contagio? Una, due volte al giorno? Probabile perchè spesso in Italia nemmeno gli operatori sanitari lo fanno. E comunque, a un virus mettere le mani un secondo sotto l’acqua non crea molti problemi. Le mani andrebbero lavate anche 10 volte al giorno, con il sapone e insaponandole bene per almeno 20 secondi… è pura fantasia e ciò che ho scritto potrebbe non essere mai accaduto, ma nella realtà questa storia è avvenuta migliaia e migliaia di volte

 

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