I risultati finali dello studio di fase 3 SPARTAN suggeriscono un miglioramento della sopravvivenza complessiva mediana pari a 14 mesi.

 

Apalutamide, in combinazione con la terapia di deprivazione androgenica (ADT), prolunga la sopravvivenza complessiva (OS, overall survival) mediana di 14 mesi e riduce il rischio di morte del 22%, rispetto alla sola ADT, in pazienti con carcinoma prostatico resistente alla castrazione non metastatico (nmCRPC) ad alto rischio di sviluppare metastasi . Sono i risultati dell’analisi finale dei dati dello studio SPARTAN di fase 3, che Janssen, azienda farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson, presenterà all’American Society of Clinical Oncology (ASCO) Virtual Scientific Programme (Abstract # 5516) a partire da venerdì 29 maggio. 

 Secondo lo studio, l’OS mediana è significativamente più lunga, con 73,9 mesi per i pazienti in trattamento con apalutamide in combinazione con ADT, rispetto ai 59,9 mesi nei pazienti in terapia con placebo in associazione con ADT [HR=0,78; p=0,0161 (per raggiungere la significatività statistica era necessario osservare un p-value di p<0,046)].

Raggiunto l’endpoint primario dello studio SPARTAN, sopravvivenza libera da metastasi (MFS, metastasis-free survival), è stato aperto il cieco e per i pazienti in trattamento con placebo è stato possibile ricevere la terapia con apalutamide. I risultati dell’OS sono stati pertanto raggiunti nonostante il fatto che 76 pazienti (19%) siano passati dal braccio con placebo a quello con apalutamide . Applicando la correzione per il cross-over dei pazienti nel braccio placebo, l’OS ottenuta con apalutamide più ADT è risultata di 21 mesi superiore a quella del placebo più ADT (73,9 contro 52,8 mesi, rispettivamente, HR=0,69, p=0,0002).

Inoltre, il trattamento con apalutamide in associazione con ADT ha anche significativamente ritardato per i pazienti il tempo alla chemioterapia citotossica, rispetto al placebo in combinazione con ADT (HR=0,63; p=0,0002).

 Lo studio SPARTAN ha raggiunto anche tutti gli endpoint secondari ed esplorativi: i secondari erano il tempo di comparsa delle metastasi, la sopravvivenza libera da progressione (PFS, progression-free survival), il tempo di progressione sintomatica, l’OS e il tempo di inizio della chemioterapia citotossica; gli esplorativi erano la sopravvivenza libera da progressione secondaria (PFS2), la risposta dell’Antigene Prostatico Specifico (PSA) e il rischio di progressione del PSA.

“Nel nostro impegno, volto a ritardare l’insorgenza di metastasi e incrementare gli anni di vita per i pazienti con carcinoma della prostata, abbiamo fatto un significativo passo in avanti con i dati odierni”, spiega Joaquín Casariego, M.D., Janssen Therapeutic Area Lead Oncology for Europe, Middle East & Africa, Janssen. “Lo studio SPARTAN dimostra che apalutamide migliora la sopravvivenza complessiva in media di 14 mesi, rafforzando l’importanza di un intervento precoce sul carcinoma prostatico a beneficio dei pazienti e delle loro famiglie. In Janssen, la nostra visione è quella di aprire la strada a nuovi approcci nel trattamento dei tumori, pensando in modo diverso alla diagnosi e cercando di intercettare la malattia prima ancora che possa svilupparsi pienamente”.

La durata mediana del trattamento è stata quasi tre volte maggiore nei pazienti trattati con apalutamide più ADT (33 mesi), rispetto a quelli trattati con placebo più ADT (12 mesi). I principali eventi avversi emergenti dopo l’inizio del  trattamento di grado 3/4 sono stati eruzione cutanea (5,2%), fratture (4,9%), cadute (2,7%), cardiopatia ischemica (2,6%), ipotiroidismo (0%) e convulsioni (0%).  La sicurezza e la tollerabilità di apalutamide sono risultati in linea con quanto riportato in precedenti valutazioni. 

 

Lo studio SPARTAN

SPARTAN (NCT01946204) è uno studio multicentrico di fase 3, registrativo, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo. Nello studio è stata valutata la terapia con apalutamide in combinazione con ADT negli uomini con nmCRPC con un PSA in rapido aumento (tempo di raddoppio del PSA ≤10 mesi).

Ha arruolato 1.207 pazienti, randomizzati in rapporto 2:1 a ricevere apalutamide per via orale alla dose di 240 mg una volta al giorno in associazione con ADT (n=806) oppure placebo una volta al giorno in combinazione con ADT (n=401).

I risultati iniziali dello studio SPARTAN sono stati presentati all’American Society of Clinical Oncology Genitourinary Cancers Symposium (ASCO GU) nel 2018 e pubblicati in contemporanea sul The New England Journal of Medicine. Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario di MFS dimostrando un vantaggio in MFS di oltre due anni (differenza di 24,31 mesi) e una riduzione del 72% nel rischio di metastasi a distanza in pazienti con nmCRPC. All’epoca, i dati sull’OS non erano sufficientemente maturi.

Ulteriori dati aggiornati sono stati presentati al Congresso annuale del European Society for Medical Oncology (ESMO) nel 2019 e contemporaneamente pubblicati su Annals of Oncology.

 

Il carcinoma prostatico resistente alla castrazione non metastatico

La definizione di carcinoma prostatico resistente alla castrazione non metastatico (nmCRPC) si riferisce ad uno stadio della malattia in cui il tumore non risponde più ai trattamenti che riducono il testosterone, senza che siano rilevabili metastasi mediante scintigrafia ossea e/o TC/RM le caratteristiche inoltre includono un rapido aumento del PSA in corso di trattamento con ADT, con livello sierico di testosterone inferiore a 50 ng/dL. Il 90% dei pazienti con nmCRPC svilupperà metastasi, che possono portare a dolore, fratture e altri sintomi. La percentuale di sopravvivenza a cinque anni per i pazienti con diagnosi di carcinoma prostatico in stadio avanzato è del 31%. È fondamentale ritardare lo sviluppo di metastasi nei pazienti con nmCPC.

 

Apalutamide

Apalutamide è un inibitore del recettore degli androgeni (AR) indicato in Europa per il trattamento di uomini adulti con carcinoma prostatico resistente alla castrazione non metastatico (nmCRPC) ad alto rischio di sviluppare metastasi e uomini adulti con carcinoma prostatico metastatico sensibile agli ormoni (mHSPC), in combinazione con terapia di deprivazione androgenica (ADT). Negli Stati Uniti apalutamide è indicato per il trattamento di nmCRPC e mHSPC.

Avvertenze e precauzioni riguardano cardiopatia ischemica, fratture, cadute e convulsioni. Nello studio SPARTAN, le reazioni avverse più comunemente riscontrate (≥10%) sono state: affaticamento, ipertensione, eruzione cutanea, diarrea, nausea, riduzione di peso, artralgia, cadute, vampate di calore, diminuzione dell’appetito, fratture ed edema periferico.

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