mascherina

 

 

Più persone le usano maggiori possibilità di ridurre il contagio.

 

Durante l’annuncio della tanto agognata fase 2 (che alla fine sembra più una fase 1.2), il Presidente del Consiglio Conte ha reso noto che il prezzo di vendita delle mascherine chirurgiche è stato calmierato a 50 centesimi, con IVA azzerata. Una scelta resa necessaria dai fenomeni di speculazione a cui abbiamo assistito e alla consapevolezza che le mascherine saranno necessarie, se non obbligatorie, fino all’arrivo di un vaccino o una terapia efficace contro il Covid-19, la malattia causata dal coronavirus Sars-CoV-2.

 Man mano che aumentano le evidenze sul ruolo dei soggetti asintomatici nella diffusione del contagio e di una maggiore infettività nelle prime fasi della malattia, diventa sempre più chiara l’importanza di estendere a tutta la popolazione l’uso delle mascherine, anche quelle riutilizzabili in tessuto lavabile e addirittura quelle fatte in casa. A questo proposito, alcuni ricercatori, Trisha Greenhalgh dell’Università di Oxford e Jeremy Howard dell’Università di San Francisco, hanno realizzato una sintesi – tradotta in italiano dalla Fondazione Gimbe – delle prove attualmente a disposizione a sostegno dell’uso diffuso delle mascherine. Ecco i punti principali:

 1) Appare sempre più rilevante il contributo delle persone asintomatiche, ma anche dei pazienti positivi che sembrano essere più contagiosi nei primi giorni dell’infezione, quando non presentano sintomi o sono così lievi da non essere riconosciuti.

2) Anche le mascherine in tessuto hanno una certa efficacia. Se indossate da un soggetto infetto, sono in grado di ridurre di 36 volte la quantità di virus trasmessa. Si tratta di un modo semplice per bloccare le goccioline respiratorie (le ormai famigerate droplet), principale via di diffusione del virus, non appena escono da bocca e naso.

3) Al momento non ci sono sperimentazioni cliniche specifiche che abbiano valutato l’efficacia dell’uso estensivo delle mascherine da parte della popolazione generale per contenere l’attuale epidemia di Covid-19. Tuttavia diverse prove empiriche sembrano dimostrare che la mascherina sia in grado di potenziare gli effetti delle misure di distanziamento sociale. 

4) La mascherina non deve necessariamente fermare tutte le particelle virali, ma più ne blocca più si riduce la diffusione del coronavirus. Gli effetti dell’uso esteso tra i cittadini dipendono in parte dall’efficacia della mascherina e in parte dalla percentuale della popolazione che la utilizza: ciò significa che si può raggiungere lo stesso risultato con un numero maggiore di persone che indossa le mascherine, anche se sono meno efficaci.

5) Per aumentare la percentuale della popolazione che usa le mascherine, secondo gli esperti l’approccio più efficace è l’obbligo di indossarle in contesti specifici, come sui mezzi di trasporto pubblico o nei supermercati, o, ancora meglio, ogni volta che si esce da casa.

6) È vero che, nel caso in cui si stabilisca un obbligo di indossare la mascherina, alcune persone tendono ad attuare comportamenti a rischio, come violare il lockdown, lavarsi meno le mani o non rispettare le regole di distanziamento sociale. Tuttavia, sui grandi numeri, a livello di popolazione l’effetto preventivo non viene compromesso.

7) Secondo alcune analisi, ogni singola mascherina, che ha un costo trascurabile, indossata potrebbe generare enormi benefici economici e salvare molte vite.

8) Visto che la carenza di mascherine è stata sotto gli occhi di tutti e che quelle dalla maggiore capacità filtrante (FFP2 e FFP3) dovrebbero essere riservate agli operatori sanitari, è possibile di ricorrere ad alternative lavabili o “fai da te”, perché non ci sarebbero evidenze che le mascherine debbano essere realizzate con materiali o tecniche particolari per rispondere allo scopo di ridurre l’emissione di goccioline.

 Scrivono infatti i ricercatori:Per impedire la trasmissione di droplet puoi costruire tu stesso la mascherina: da una maglietta, un fazzoletto, una sciarpa, una bandana inserendo un tovagliolo di carta, come filtro usa e getta, tra due strati di un tessuto a maglie strette che ti permetta di respirare. Puoi lavare la mascherina di stoffa in lavatrice e riutilizzarla, esattamente come una maglietta”.

La trasmissione da soggetti asintomatici, largamente sottostimata, rappresenta il tallone d’Achille delle strategie per contenere la pandemia. – scrive Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – In secondo luogo, le politiche di prevenzione devono essere guidate dal principio di precauzione e da princìpi di costo-efficacia; ovvero, anche in assenza di robuste evidenze scientifiche, è possibile concludere che un limitato utilizzo delle mascherine contribuisce alla crescita dei contagi”.

 

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