Il 24 marzo il 45% del totale delle informazioni condivise e il 58 % delle interazioni riguarda il Covid19.

 

Il Covid19 monopolizza e satura l’arena digitale, ma anche nell’informazione l’Europa non è unita e procede a velocità e intensità differenti. E’ quanto emerge dal secondo rapporto realizzato dall’Università Roma Tre, Kapusons e Extreme sull’analisi e l’evoluzione dal 1 Gennaio al 24 Marzo 2020 dell’emergenza informativa all’interno della web arena digitale conferma tendenze e differenze emerse nel primo rapporto.

Parallelamente al diffondersi del contagio a livello planetario l’interesse verso il Covid19 è andato ulteriormente crescendo. Quasi la metà (45%) del totale delle informazioni condivise il 24 marzo sulle pagine Fb dalle 257 testate di informazione europee monitorate riguarda il Covid19.  Una percentuale che nelle interazioni ricevute cresce ulteriormente (58%) a dimostrazione della pervasività e del’attenzione suscitata in rete da questo tema.

E’ un dato che scomposto nei vari paesi mostra però rilevanti diversità, non direttamente riferibili ai numeri del contagio, ma più probabilmente dipendenti da scelte politiche e “sensibilità” nazionali differenti, rispecchiate e recepite anche dall’informazione.

Dal 1 gennaio al 24 marzo, al Covid19 è stato dedicato il 36% (11mila) delle oltre 30mila notizie complessivamente pubblicate dalle testate online monitorate in Italia. Paese che detiene il record indiscusso dell’infoweb sul Covid19. Anche in Italia però, come evidenziato nel primo rapporto, l’informazione ha proceduto per picchi e salti legati alle vicende più emotive e eclatanti, per poi “abbandonare” il tema per lunghi periodi.  Ben più basse risultano le percentuali in altri paesi oggi egualmente colpiti dal contagio dove per lungo tempo l’informazione ha dedicato al tema una attenzione molto marginale.  Seguono nella classifica percentuale la Francia 26% e l’Inghilterra 23%, grazie all’improvvisa impennata di notiziabilità riscontrata degli ultimissimi giorni. La Spagna è al 22%, l’Austria al 21% e la Germania al 20%. I Paesi Bassi e la Svezia, paesi nel quale non si è (ancora?) proceduto al lockdown, le percentuali di notizie sul Covid-19 sono al 13% e all’8%.

 

Le curve delle percentuali di copertura informativa del Covid19 nel tempo mostrano bene come, in paesi come la Germania, la Spagna, l’Inghilterra e la Francia, ancora nella prima settimana di Marzo, la notiziabilità del Covid19 sia sotto la media europea, per raggiungere solo negli ultimi giorni valori simili all’Italia.

L’emergenza COVID19 ripropone ancora una volta e in modo più drammatico la riflessione sull’agenda setting. Sono i media a inseguire la politica o la politica adatta scelte e temi da proporre sulla base della selezione fatta dai media? E in tutto ciò l’opinione pubblica all’interno di quale contesto si muove per formarsi un’opinione in una situazione coatta come quella determinata dalle restrizioni ormai imposte nei maggiori paesi europei alla libertà di spostamento?

Il secondo rapporto Infoweb- Covid19 dell’Osservatorio Euromood,  fotografa al 24 marzo una situazione in cui l’Europa appare divisa tra Paesi in cui il tema COVID raggiunge soglie di copertura e attenzione superiore al 70% e paesi in cui ancora oggi è un tema tra i tanti dell’agenda mediale nazionale, nonostante le proporzioni disastrose a livello mondiale della pandemia. Una informazione on line che sembra essere lo specchio delle spaccature in seno al Consiglio Europeo e che ci racconta un’Europa tutt’altro che unita nell’emergenza informativa e nel suo racconto.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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