La storia della bambina acui i medici inglesi volevano staccare la spina, guarita in Italia al Gaslini di Genova.

 

 

Era il luglio 2019. Nel Regno Unito, a parte la Brexit, si dibatteva su un nuovo caso di un bambino per il quale l’ospedale chiedeva il distacco dai supporti vitali mentre i genitori si opponevano. Dopo Charlie Gard e Alfie Evans, per i quali il giudice ha ordinato il distacco dai supporti vitali, ecco la piccola Tafida Raqeeb, in coma al Royal London Hospital.

La sua mamma e il suo papà hanno chiesto all’Alta Corte britannica di costringere i medici, secondo i quali la bimba di 5 anni non ha speranze di guarigione dopo un trauma cerebrale, a lasciarli andare in Italia in cerca di una speranza di cura. In particolare – riportava allora la Bbc news on line – sono i medici dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova ad essersi offerti di prendersi cura di Tafida, dopo aver effettuato un video-consulto medico la scorsa settimana.

La motivazione è che “le condizioni della bambina, in Italia, non rientrerebbero nella definizione di morte cerebrale e non sarebbe soggetta all’interruzione del supporto vitale”. Un portavoce del Barts Health Nhs Trust, che gestisce l’ospedale inglese, ha precisato che i suoi medici ed esperti indipendenti sono convinti che “un ulteriore trattamento sarebbe invasivo e inutile”.

Tafida, che viene da Newham, a est di Londra, aveva subito un trauma alla testa ma secondo i medici avrebbe sofferto di una rara patologia che provoca un groviglio di vasi sanguigni con connessioni anomale tra le arterie e le vene. Sua madre, Shelina Begum, seguitava ad affermare che prima di subire il trauma, il 9 febbraio 2019, Tafida era “completamente sana. È straziante vederla così e non possiamo proprio rinunciare a lei, se ci sono possibilità che possa sopravvivere”.

Ebbene a novembre 2019 il giudice questa volta ha dato il via libera ai genitori per trasferire la piccola in Italia. Ed oggi, a quasi un anno da quel trauma, il Gaslini annuncia che la bambina è salva. In Inghilterra era stata data per spacciata, in Italia ora è in riabilitazione. I primi di febbraio ha lasciato la terapia intensiva.

La piccola Tafida in realtà era stata colpita da un aneurisma cerebrale a 5 anni. Al Royal London Hospital era stata sottoposta ad un intervento e quindi giudicata non curabile. A novembre arriva in coma al Gaslini di Genova. Prima sorpresa: la prognosi dei medici inglesi si è rivelata errata. Tafida è stata subito sottoposta ad un altro intervento, stavolta riuscito, iniziando poi lentamente a migliorare.

Oggi, dopo circa 2 mesi di degenza nella struttura ligure, la bambina è stata dimessa dal reparto di rianimazione ed è stata trasferita in una struttura dove dovrà affrontare un lungo percorso riabilitativo.

Shelina Begum, madre di Tafida, non si contiene più dalla felicità e ha pubblicamente ringraziato i medici del Gaslini.

L’obiettivo finale è la possibilità di essere curata direttamente a casa e potersi così finalmente riunire con i propri familiari. Tafida si trova ora nel cosiddetto “Guscio dei bambini”, un’unità dell’ospedale in cui i genitori possono stare sempre a fianco dei loro piccoli ed avere parte attiva nelle cure e nella riabilitazione dei figli.

Un passo indietro. Vediamo di capire cosa cambia in questa vicenda rispetto a casi inglesi analoghi che, in precedenza, hanno visto anche Charlie Gard e Alfie Evans condannati a morte. Il giudice Justice McDonald, che già giudicò la sorte di Isaiah Haastrup indicando come suo “best interest” la morte per distacco dei supporti vitali, stavolta ha dichiarato che vivere è il “miglior interesse” per Tafida. Forse perché i medici del Gaslini, dopo una video-visita, avevano dato un parere possibilista.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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