Nel 2009 veniva approvato l’obamacare, legge per garantire più copertura medica agli americani.

 

Dieci anni fa, alla vigilia di Natale, il Senato americano approvò l’Obamacare. Gli anni 2010 iniziarono così con gli Stati Uniti impegnati nel compiere i passi più significativi verso una copertura sanitaria universale in una generazione. Una legge utile soprattutto ai più deboli, non i poveri poveri, ma i tanti giovani all’inizio del lavoro con una percezione invincibile della loro salute e senza il desiderio di spendere molto per un’assicurazione sanitaria o i tanti che pur di guadagnare un pugno di dollari in più “liberavano” il datore di lavoro dall’impegno di copertura sanitaria. Quindi una legge buona per tutti, tranne per chi specula e guadagna sulla salute altrui. Pochi, ma ricchi e cinici.

Il 24 dicembre 2009 quindi gli Stati Uniti per la prima volta si sono avvicinati di più a quel traguardo che mai era stato raggiunto. Ci sono stati molti ostacoli lungo la strada. E il dibattito su come fornire assistenza sanitaria a prezzi accessibili a tutti gli americani è vitale come non lo è mai stato.

Dopo che il Senato votò 60 a 39 la legge, cominceranno i primi processi alla legge: la morte del senatore Ted Kennedy e l’elezione del repubblicano Scott Brown per rimpiazzarlo ruppero poi la compattezza democratica al Senato.

Tuttavia la legge fu approvata, grazie all’allora leader della maggioranza del Senato Harry Reid e alla futura portavoce della Camera Nancy Pelosi, e firmata dal presidente Obama all’inizio del 2010. Nel 2012, la legge ha quindi superato la sua prima minaccia esistenziale con la sentenza favorevole della Corte Suprema, grazie al giudice supremo John Roberts. Il lancio fallito di HealthCare.gov nel 2014 (ora aperto per il 2020 ma non più impostato come secondo l’Obamacare) non è poi riuscito a danneggiare l’applicazione della legge sempre più attiva e funzionante.

Ed eccoci a quando la politica riesce a mettere il paraocchi alla popolazione. Le elezioni nel 2016 di Donald Trump. I repubblicani hanno finalmente avuto la possibilità di mantenere la promessa di abrogare e sostituire la legge sulla salute che odiavano così tanto. Eppure non è stato facile, la lotta all’abrogazione ha consumato il primo anno di Trump alla Casa Bianca. E i repubblicani non sono riusciti a superare un cambiamento di base nella politica sanitaria statunitense. Gli americani oggi sono sempre più convinti che lo Stato abbia la responsabilità di fare in modo che tutti abbiano una copertura sanitaria. E ai repubblicani, in questo momento, manca sia una proposta sia una strategia soddisfacente per le lobby sanitarie che gli hanno garantito i voti.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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