L’articolo della prestigiosa rivista Science sulle sigarette elettroniche.

 

RIEPILOGO ARTICOLO SCIENCE

 

Evidence, alarm, and the debate over e-cigarettes

Amy Fairchild, Cheryl Healton, James Curran, David Abrams and Ronald Bayer

Science 366 (6471), 1318-1320. DOI: 10.1126/science.aba0032

 

  • La rivista Science ha pubblicato un editoriale a cura di esperti di salute pubblica di prestigiose Università statunitensi che fa il punto sul dibattito relativo ai prodotti alternativi a base di nicotina senza combustione (sigarette elettroniche, e-cig).

 

  • La rivista Science è una rivista scientifica pubblicata dall’American Association for the Advancement of Science, ed è considerata una delle più prestigiose riviste in campo scientifico. Nel 2018 aveva un impact factor pari a 41.063.

 

  • Gli esperti esprimono come prima necessità quella di fare innanzitutto un distinguo tra nicotina e cannabinoidi, e poi tra prodotti del mercato legale e del mercato nero, tra adulti e adolescenti.

 

  • Le evidenze scientifiche sin qui raccolte inducono a sconsigliare l’adozione di azioni meramente proibizioniste dettate da allarmismi e volte a limitare tout court l’accesso e il ricorso alle e-cig da parte dei fumatori. Tali azioni infatti rischiano di sviare una tendenza che può invece accelerare la fine dell’uso delle sigarette, ad oggi responsabili del decesso di circa un miliardo di persone entro il secolo corrente.

 

  • I recenti casi di EVALI (E-cigarette or Vaping product use Associated Lung Injury) verificatisi negli USA, il cui agente chimico responsabile è attualmente ritenuto essere, dai Centers for Disease Control (CDC), l’acetato di vitamina E – additivo dei cannabinoidi – hanno avuto come effetto misure di proibizionismo in diversi Stati americani.

 

  • Negli Stati Uniti si dibatte da decenni sulla riduzione del danno come una strategia basata su evidenze scientifiche volta a ridurre i danni associati ai comportamenti potenzialmente letali, per mezzo dell’offerta di prodotti più sicuri, anche se non totalmente privi di rischi, e gli autori ribadiscono che per coloro che sono dipendenti dai prodotti del tabacco combusto, la riduzione del danno è un approccio pragmatico.

 

  • A partire dagli anni ‘50, l’uso delle e-cig come misura di riduzione del danno si è quindi fatto strada, e se in un primo momento le evidenze scientifiche disponibili erano scarse, con il passare del tempo i dati scientifici via via acquisiti risultavano sufficientemente solidi da dimostrare che, seppur non prive di rischio, le soluzioni senza combustione sono meno dannose dei prodotti a combustione e che quindi hanno un beneficio tale da superare il danno residuo, soprattutto vista la massiccia e urgente necessità di prevenire i decessi dovuti al fumo di sigaretta.

 

  • Negli Stati Uniti, l’accettazione pacifica del concetto di riduzione del danno come un linguaggio condiviso per il dibattito politico è evaporata di fronte a due fenomeni: l’aumento della diffusione del vaping tra i giovani e le malattie polmonari acute, a volte fatali.

 

  • Gli autori condividono una forte preoccupazione per il notevole aumento del vaping tra i giovani, tuttavia suggeriscono che i benefici dei prodotti per il vaping contenenti nicotina superano i timori di arrecare danno ai giovani. I sondaggi condotti negli Stati Uniti confermano un notevole incremento delle percentuali di studenti di scuola superiore che riferiscono di aver “svapato” negli ultimi 30 giorni, dall’11,7% del 2017 fino al 27,5% del 2019, ma tale fenomeno rimane infrequente e la maggior parte degli “svapatori” (circa il 60% di chi ha provato il fumo elettronico e circa l’89% degli utilizzatori regolari) sono fumatori o ex fumatori. In contemporanea, la prevalenza del fumo tra i minori è calata molto più rapidamente negli anni di boom del fumo elettronico (2013-2019) rispetto agli anni precedenti, facendo registrare un minimo storico nel periodo in questione, un dato che suggerisce che il vaping di nicotina potrebbe sostituire il fumo anziché promuoverlo.

 

  • Affrontare la crescente diffusione del vaping tra gli adolescenti rimane un imperativo. Ma le misure per la tutela della salute pubblica non devono trascurare le distinzioni tra nicotina e THC, né tra i prodotti ottenuti sul mercato legale e i prodotti del mercato nero.

 

  • In un report del 2018 dell’Accademia Nazionale delle Scienze, Ingegneria e Medicina statunitense (commissionato dall’FDA), si afferma che, negli adulti, esistono evidenze definitive che dimostrano come la sostituzione completa del fumo di sigaretta con l’uso di e-cig riduca l’esposizione a numerosi agenti tossici e cancerogeni presenti nel tabacco a combustione delle sigarette.

 

  • Gli esperti di Science ritengono che ogni politica in assenza di certezze necessita di un certo livello di scambio: il complesso calcolo dei pro e contro ha bisogno di trovare un bilanciamento ottimale, rendendo pertanto disponibili ai fumatori le e-cig con nicotina, adottando al contempo forti misure per limitarne il più possibile i rischi e l’uso da parte dei più giovani.

 

  • L’esempio delle politiche attuate in Inghilterra dimostra che una regolamentazione adeguata può essere raggiunta in modo da gestirne l’uso nei giovani e aiutare gli adulti a smettere di fumare. Nel Regno Unito esiste un sistema di notifica che regola la qualità e la sicurezza dei prodotti in commercio, basato sulla segnalazione di eventi avversi e su un sito web che aiuta gli utilizzatori a capire quali sono i prodotti legalmente venduti. Gli esperti suggeriscono che sebbene il quadro regolatorio statunitense differisca da quello inglese, alcune buone pratiche del Regno Unito dovrebbero essere importate anche negli USA.

 

  • Sostengono inoltre che le misure restrittive dovrebbero concentrarsi sull’età (bloccare l’accesso a prodotti a base di nicotina in qualsiasi forma al di sotto dei 21 anni di età) e sulla tassazione, in quanto fissare tasse sulle e-cig contenenti nicotina a valori inferiori a quelli delle sigarette potrebbe comunque aiutare a tenere questi prodotti fuori dalle mani degli adolescenti ma consentire al tempo stesso di incentivarne l’uso tra gli adulti fumatori. Inoltre, un’accurata e completa informazione sul danno relativo da svapo rispetto alle sigarette è di critica importanza così come la proibizione assoluta di azioni commerciali predatorie nei confronti dei giovani.

 

  • In conclusione si osserva che le stime più conservative indicano che se svapare nicotina rimpiazzasse efficacemente la maggioranza del fumo di sigaretta nei prossimi 10 anni, si eviterebbero 1,6 milioni di morti premature e 20,8 milioni di anni di vita regolati per qualità, nei soli USA. Il beneficio maggiore si avrebbe proprio nei giovani. A livello mondiale, più di 8 milioni di fumatori morirà prematuramente a causa del fumo di sigaretta (e non per la sola nicotina) soltanto nel 2019. Il beneficio potenziale di questa modalità di fornitura della nicotina (regolamentata, innovativa, senza combustione) potrebbe avere un enorme impatto positivo a livello globale.

 

  • I prodotti più dannosi, nell’ambito del continuum del danno nicotinico, ovvero i prodotti a combustione, dovrebbero essere regolamentati più aggressivamente e in maniera più stringente rispetto a quelli meno dannosi e non combusti. Qualsiasi politica che fallisca questa differenziazione è destinata anche al fallimento in termini di salute pubblica.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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