Mitch Zeller, capo del Center for Tobacco Products dell’Fda: “Si fuma per la nicotina, ma si muore per il catrame”.

 

 

Svelato il mistero delle sigarette elettroniche killer negli USA: era il liquido alla cannabis il problema, attenzione al mercato parallelo dei liquidi. Le autorità sanitarie inglesi ribadiscono ufficialmente: minori danni fino al 95% rispetto a sigarette tradizionali. E nel dossier inglese finisce anche lo studio clinico indipendente de “La Sapienza” di Roma che avrebbe confermato il minor impatto su stress ossidativo cellulare, sulla pressione del sangue e sul flusso nei vasi delle e-cig e della IQOS rispetto alle “bionde” tradizionali. Studio pubblicato da una delle più autorevoli riviste specialistiche del mondo: JAHA (Journal of American Heart Association, Associazione americana dei cardiologi).

A Washington si è svolto il Global Nicotine Forum con gli occhi puntati su le e-cig dopo le sospette morti americane. Al riguardo, è guerra scientifica tra Stati Uniti e Gran Bretagna sullo svapo. Le autorità sanitarie dei due Paesi vedono lo svapo in modo molto diverso.

Negli Stati Uniti il “focolaio” di una misteriosa malattia correlata allo svapo potrebbe essere collegato alla morte di nove persone (che ora si sa collegato al liquido alla cannabis usato dai colpiti) e un’epidemia di svapo giovanile è stata definita una “crisi della salute pubblica”.

Nel Regno Unito, al contrario, non sembrano esserci focolai di malattie correlate allo svapo. Né la popolarità dello svapo è aumentata tra i giovani che non hanno mai fumato. Piuttosto, le sigarette elettroniche sono utilizzate principalmente come un modo per gli adulti di smettere di fumare. In effetti, le autorità sanitarie del Regno Unito sostengono le sigarette elettroniche come strumento di cessazione. O comunque di minor danno, molto utili ai conti sanitari. E alcuni medici britannici reputano fake le morti americane.

 

A Washington, quindi, occhi puntati sulle sigarette elettroniche, al cui utilizzo spesso con sostanze non certificate o di dubbia provenienza secondo gli ultimi dati diffusi sarebbero dipesi nove decessi. L’Fda, la Food and Drug Administration, ha puntato l’attenzione su prodotti da svapo contenenti Thc, cioè tetroidrocannabinolo, un componente psicoattivo della pianta di marijuana e acetato di vitamina E, invitando a non acquistare prodotti da svapo per strada o a non modificare o aggiungere sostanze in quelli legalmente acquistati. Mentre gli esperti italiani hanno rassicurato sul fatto che le e-cig non sono pericolose se con liquidi certificati, specificando che in Italia i controlli sono molto più stringenti. “Il problema non sono le sigarette elettroniche, ma cosa ci si mette dentro”, commenta Fabio Beatrice, direttore del centro antifumo del San Giovanni Bosco di Torino.

“La pseudo epidemia di decessi legati alla malattia polmonare svapo-correlata non ha nulla a che vedere con le e-cig. Dobbiamo capire bene il fenomeno prima di puntare il dito contro i prodotti da svapo. Una semplice analisi – spiega Riccardo Polosa, direttore del Coehar, il Centro di ricerca per la riduzione del danno da fumo dell’università di Catania – mostra che tali strumenti contenenti nicotina non hanno mai mietuto nessuna vittima in questi ultimi 10 anni”.

“Il problema – prosegue l’esperto – è l’arrivo sul mercato Usa di prodotti per i dispositivi senza nessun controllo. In Europa non c’è alcuna epidemia di malattie legate all’uso di e-cig, ma nel tentativo di tutelare i consumatori italiani da quest’eventualità è necessario costruire un proficuo rapporto di collaborazione tra enti regolatori, esperti della materia e produttori. Le sigarette elettroniche sono al centro di tantissimi studi scientifici: 40-50 a settimana. Solo qualche giorno fa sono state pubblicate due ricerche sulle e-cig e la loro capacità di ridurre la dipendenza, che hanno dimostrato come questi prodotti siano tre volte più efficaci dei tradizionali cerotti”.

L’intervento più atteso del Forum era quello di Mitch Zeller, direttore del Center for Tobacco Products della Fda, l’ente regolatorio Usa. Ha annunciato una nuova pagina internet per dare tutte le ultime informazioni sulle malattie polmonari collegate all’uso delle sigarette elettroniche. Con un focus soprattutto sui giovani “svapatori” in aumento negli Usa. La pagina web si chiamerà “Lung illnesses associated wireless use of vaping products” e già si preannuncia che diventerà un riferimento per avere informazioni su quanto sta accadendo negli Usa dove sono stati registrati 530 casi di malattie ai polmoni e 9 decessi in 38 Stati.

L’Fda insieme ai Cdc, Centers for disease control and prevention di Atlanta, sta lavorando con le autorità locali e federali a una task force per investigare velocemente sui recenti casi di malattie respiratorie tra i giovani consumatori di sigarette elettroniche spesso usate con prodotti proveniente dal mercato illegale. Zeller ha sottolineato l’impegno dell’Fda “ad azioni appropriate man mano che il quadro diventerà più chiaro”.

Nel suo intervento Zeller ha ricordato i dati preliminari di un recente sondaggio del National Youth Tobacco Survey: “Più del 27,5% dei ragazzi delle scuole superiori americane usa le sigarette elettroniche, soprattutto quelle con aromi alla frutta e mentolo o menta”. Dal 2010, l’Fda ha portato a termine 1,1 milioni di ispezioni nelle rivendite di tabacco e fatto oltre 23 mila multe. Anche sul web l’agenzia americana ha lavorato con eBay su Juul, una delle più popolari sigarette elettroniche tra i giovani negli Usa, per limitare le vendite online agli under 18. Zeller ha sottolineato il ruolo dell’Fda nell’incoraggiare lo sviluppo di nuove tecnologie più sicure rispetto alle sigarette tradizionali. “Si fuma per la nicotina – ha detto – ma si muore per il catrame”. L’esempio portato dal direttore è quello del lavoro fatto da Philip Morris per IQOS nel processo di autorizzazione del dispositivo, che riscalda il tabacco senza bruciarlo, la cui introduzione sul mercato Usa è stata definita dall’Fda “appropriata per la tutela della salute pubblica”.

Parte da Washington anche un appello per “non demonizzare” il settore delle sigarette elettroniche e quello dei prodotti a tabacco riscaldato che “hanno permesso negli ultimi anni di salvare milioni di americani riducendo i danni per la salute”. Secondo Elise Rasmussen, fondatrice e direttrice esecutiva del Gtnf, il Global Tabacco e Nicotine Forum, “stiamo vivendo un momento critico per questa industria in cui c’è una visione conflittuale sui nuovi prodotti e il loro utilizzo, ma noi crediamo che la cosa migliore sia il dialogo tra i vari soggetti per condividere le scelte future insieme”.

Ad allarmare il settore sarebbe la scelta di alcuni governatori e sindaci negli Usa di vietare le e-cig per alcune fasce della popolazione. Una decisone che per Michiel Reerink, chairman Gtnf Advisory Board, “non risponde a nessun elemento oggettivo perché serve una regolamentazione, invece che la proibizione, frutto del dialogo e del confronto su questi prodotti”. All’apertura del Gtnf ha partecipato anche il senatore repubblicano Richard Burr che ha sottolineato come a oggi “ci sono zero prove per vietare le e-cig in Usa e se verrà presa questa decisione potremmo perdere l’occasione di salvare milioni di vite”. Il senatore ha anche criticato alcuni media americani che hanno cavalcato in maniera “impropria” la scia di notizie sui casi di malattie da “svapo” negli Usa.

Da sottolineare: solo negli USA. Circolano anche ipotesi fantapolitiche di sabotaggio. Comunque, oltre 142 mila firme sono state raccolte in poche settimane per chiedere al presidente Donald Trump di fermare i divieti contro le sigarette elettroniche che alcuni governatori stanno promuovendo, l’ultimo ieri il Massachusetts. Infine, va ricordato lo studio italiano, indipendente e sull’uomo, che ha misurato gli effetti delle e-cig, di IQOS e delle sigarette tradizionali. Risultato? I nuovi dispositivi, basati su tecnologie che permettono di inalare nicotina evitando però i derivati della combustione, hanno un impatto sulla pressione, sulla funzione vascolare e sullo stress ossidativo inferiore rispetto alla sigaretta tradizionale.

In conclusione, se proprio non si riesce a smettere oggi c’è modo di limitare i danni.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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