Nel 50% dei melanomi c’è una mutazione genetica nella proteina BRAF, responsabile della crescita sregolata delle cellule tumorali. Bloccarla ferma l’evoluzione del tumore.

Con un tasso di incidenza tra i più elevati (+3,4% per anno nella popolazione maschile e +2% per anno in quella femminile), si stima che nel 2018 ci siano stati 13.700 nuovi casi diagnosticati di melanoma.

È il tumore della pelle più aggressivo che colpisce una popolazione mediamente giovane rispetto alla maggior parte delle altre neoplasie solide.

Nel 2018 in Italia erano 155.000 le persone con diagnosi di melanoma, di cui la maggior parte (circa 16 casi ogni centomila individui) al Nord.

Eppure sono ancora tanti gli aspetti da chiarire: quali sono le cause, come si combatte, che ruolo hanno le mutazioni genetiche nella progressione della malattia.

È per rispondere ai tanti interrogativi che nasce “Oltre la Pelle”, un’iniziativa di sensibilizzazione di Novartis sul melanoma e sulla mutazione BRAF, dedicata alle persone che sono affette da questa patologia, ai loro familiari e rivolta anche al grande pubblico.

Lo scopo della campagna è di dare voce ai bisogni dei pazienti, incoraggiandoli ad avere un ruolo attivo nel percorso diagnostico terapeutico. Per questa ragione la campagna è in collaborazione con alcune associazioni pazienti: Associazione Italiana Malati di Melanoma (A.i.ma.me.), Melanoma Italia Onlus (MiO), Associazione Pazienti Italia Melanoma (APAiM), Emme Rouge Onlus.

 

Conoscere il melanoma

“Si tratta di una patologia pericolosa, se non diagnosticata in anticipo, che origina dai melanociti, le cellule che producono la melanina.

Si manifesta come una lesione della pelle spesso pigmentata; nelle sue fasi iniziali può assomigliare ad un nevo con delle disomogeneità di colore” spiega il Professor Giovanni Pellacani, Direttore della Clinica Dermatologica e Preside della Facoltà di Medicina, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

 “Per questo è importante una corretta prevenzione ma anche effettuare frequenti screening: il primo passo è rivolgersi al medico di famiglia e in seguito a un dermatologo, per compiere una dermatoscopia”.

 

La mutazione BRAF

Un aspetto importante per il trattamento dei pazienti affetti da melanoma è l’individuazione di eventuali mutazioni genetiche. Negli ultimi anni, infatti, la ricerca ha permesso di individuare alcune mutazioni del DNA alla base della proliferazione incontrollata delle cellule.

Il gene BRAF ha un ruolo fondamentale nel controllo della proliferazione dei melanociti, le cellule da cui origina il melanoma. Circa il 50% dei melanomi presenta mutazioni del gene BRAF in senso oncogenoossia in grado di attivare in maniera abnorme la proliferazione cellulare neoplastica”, spiega Giuseppe Palmieri, Presidente dell’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI), Responsabile Unità di Genetica dei Tumori, ICB-CNR Sassari.

“Bloccare la proteina mutata significa bloccare l’evoluzione del melanoma, sia quando è già in fase avanzata che quando è in fase precoce”.

 Stabilire se il tumore presenta questa mutazione è importante per orientare la scelta del medico verso strategie terapeutiche personalizzate. Con l’esecuzione di un test molecolare è infatti possibile rilevare la presenza della mutazione genetica della proteina BRAF, permettendo di identificare il trattamento personalizzato per ogni paziente in ogni fase della malattia.

 

Gli stadi

Il melanoma è classificato in 5 stadi, a seconda delle dimensioni, dello spessore e dell’eventuale diffusione ad altri organi:

stadio 0

Melanoma in situ: il tumore è confinato all’epidermide, lo strato più superficiale della pelle. È trattato con la chirurgia.

stadio I e II (iniziali).

Melanoma localizzato: il tumore è presente nello strato cutaneo, qualche millimetro in profondità, a volte presenta ulcerazione. Anch’esso è trattato con la chirurgia.

stadio III

Melanoma localmente avanzato: il tumore si presenta a livello cutaneo ed è diffuso ai linfonodi più vicini attraverso i vasi linfatici. È trattato con la chirurgia e, di recente, anche con nuove terapie adiuvanti.

stadio IV

Melanoma metastatico: il tumore si è diffuso ad altre parti del corpo (polmone, fegato, cervello e ossa). È trattato prevalentemente con terapie di recente introduzione (terapia a bersaglio molecolare, immunoterapia).

 

Le terapie: oggi sono personalizzate

L’avvento della medicina di precisione ha permesso di avere opzioni terapeutiche più efficaci sia per la fase avanzata sia in fase adiuvante” dice Paola Queirolo, Direttore della Divisione Melanoma, Sarcoma e Tumori rari – Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

“Oggi è fondamentale identificare la presenza della mutazione BRAF al fine di individuare l’approccio terapeutico più idoneo per ogni paziente. Uno dei trattamenti innovativi che si è dimostrato efficace è la terapia a bersaglio molecolare, una combinazione di un BRAF inibitore con un inibitore della proteina cellulare MEK”.

“Questi farmaci combinati agiscono in maniera selettiva “spegnendo” l’attività della proteina BRAF mutata, bloccando l’evoluzione del tumore e garantendo, già nella fase avanzata della malattia, un’elevata efficacia e una maggiore aspettativa di vita. Oggi finalmente sappiamo che la stessa combinazione di farmaci è risultata efficace anche nelle fasi più precoci del melanoma, riducendo notevolmente il rischio di recidive”.

 

Sopravvivenza a 5 anni oggi del 40% rispetto al 2% prima del 2010

 Verificare la presenza della mutazione di BRAF è importante oggi anche nelle fasi più precoci della malattia, perché in questo stadio di malattia, recenti dati scientifici hanno dimostrato che la combinazione di BRAF inibitori e MEK inibitori è in grado di ridurre in maniera significativa il numero di recidive dopo asportazione del melanoma, consentendo un controllo della patologia a lungo termine in un numero sempre più elevato di pazienti con melanoma BRAF mutato”, spiega Michele Del Vecchio, Responsabile dell’Oncologia Medica Melanomi, Dipartimento di Oncologia Media ed Ematologia, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano.

Per questo motivo è importante tracciare un identikit completo e dettagliato del melanoma, cosa oggi possibile eseguendo il test per la determinazione dello stato mutazionale di BRAF – un test di laboratorio, eseguito su un campione di tessuto ottenuto chirurgicamente”.

 

La campagna

All’interno di uno spazio espositivo itinerante che sarà visitabile per tre giorni consecutivi nelle piazze di Milano (12 – 14 settembre, Via del Burchiello/Piazza Pagano), Roma (20 – 22 settembre, Piazza San Silvestro) e Bari (4 – 6 ottobre, Piazza della Libertà), sarà possibile approfondire il tema del melanoma attraverso un percorso interattivo mirato a far conoscere meglio questa complessa patologia e le modalità di prevenzione, approfondire il ruolo delle mutazioni genetiche come quella BRAF e le nuove opzioni terapeutiche. All’interno dello spazio sarà inoltre possibile sottoporsi a visite dermatologiche gratuite.

 

 

Leggi anche:

Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

Riproduzione riservata (c)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.