Si trovano nella flora intestinale: nei topi di laboratorio hanno mostrato di proteggere dall’obesità e dal diabete.

Tra le migliaia di miliardi di batteri che vivono in simbiosi con gli esseri viventi nel loro intestino (il microbiota) ce ne sono alcuni, della classe chiamata clostridia, che salvaguardano dall’obesità; in altre parole, non fanno ingrassare.

Li hanno individuati ricercatori dell’University of Utah Health nei topi e ora si stanno chiedendo se le stesse proprietà anti ingrassamento ce le hanno anche i clostridia del microbiota umano.

La scoperta è descritta nel numero del 25 luglio 2019 della rivista Science: gli scienziati hanno infatti osservato che i topi con un sistema immunitario debole e compromesso perdono questi batteri intestinali con l’avanzare dell’età. E, sebbene nutriti con una dieta salutare e a basso contenuto calorico, tendono a ingrassare e a diventare inevitabilmente obesi.

Ma se si ripristina la flora intestinale dei roditori con questo batterio allora i topi ritornano ad essere snelli.

La differente popolazione di clostridia nei topi snelli e in quelli obesi. Credits: University Utah

“Adesso che abbiamo fatto questa scoperta dobbiamo verificare se lo stesso meccanismo avviene nell’uomo e se tutto ciò può avere un valore terapeutico” affermano i ricercatori americani.

Perché questi batteri non fanno ingrassare

I risultati dello studio hanno mostrato che i batteri della classe clostridia prevengono l’aumento di peso bloccando la capacità dell’intestino di assorbire i grassi. Un eventuale approccio terapeutico sull’uomo potrebbe essere quindi il trapianto fecale e probiotici per ricreare un microbiota salutare.

Tuttavia, spiegano i ricercatori, questo trattamento che prevede il trasferimento di batteri vivi nell’intestino, potrebbe non funzionare per tutte le persone, dato che ogni persona ha differenti fattori che influenzano il microbiota.

Lo studio comunque apre la strada allo studio di nuovi trattamenti contro l’obesità, il diabete di tipo 2 e i disordini metabolici.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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