I risultati completi dello studio di fase 3 TRIUMPH-2, presentati al congresso europeo di diabetologia a Milano, mostrano perdite di peso fino al 20,8% e un netto miglioramento del controllo glicemico. Il farmaco sarà sottoposto ad approvazione FDA nel 2027.
Il 30 settembre 2026, in occasione del 62° Congresso dell’Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD) a Milano, Eli Lilly ha reso pubblici i risultati dettagliati dello studio TRIUMPH-2, pubblicati in contemporanea su The Lancet.
Protagonista è il retatrutide, una molecola sperimentale che punta a diventare la prossima generazione di farmaci per obesità e diabete di tipo 2.
I farmaci più noti per perdita di peso e diabete, imitano uno o due ormoni intestinali coinvolti nella regolazione di fame e glicemia.
Il retatrutide va oltre: è un “triplo agonista”, cioè attiva contemporaneamente i recettori di tre ormoni — il GIP, il GLP-1 e il glucagone.
È una singola molecola, da iniettare una volta alla settimana, e per ora resta un farmaco sperimentale: non può essere legalmente venduto o prescritto a nessuno.
TRIUMPH-2 è uno studio di fase 3, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, durato 80 settimane.
Ha coinvolto circa 1.152 persone con diabete di tipo 2 e obesità o sovrappeso, divise in quattro gruppi: retatrutide a 4 mg, 9 mg, 12 mg, oppure placebo.
La dose veniva aumentata gradualmente nel corso delle prime settimane, partendo da 2 mg.
Lo studio comprendeva anche un filone parallelo dedicato all’apnea ostruttiva del sonno, i cui risultati separati non sono ancora stati pubblicati.
Alla dose più alta, i partecipanti hanno perso in media il 20,8% del peso corporeo in 80 settimane, pari a circa 22,5 kg partendo da un peso medio iniziale di 106,4 kg. Le altre dosi hanno dato risultati scalari:
- 4 mg: –12,7% (–13,5 kg)
- 9 mg: –19,1% (–20,6 kg)
- 12 mg: –20,8% (–22,5 kg)
- Placebo: –4,0% (–4,2 kg)
Tra chi partiva da un indice di massa corporea (IMC) pari o superiore a 35 e assumeva la dose massima, la perdita media è salita al 23,4% (27,2 kg). E alla fine dello studio, quasi sei partecipanti su dieci tra quelli trattati con 12 mg non rientravano più nella definizione clinica di obesità (IMC sotto 30).
Il farmaco ha agito anche sul controllo del diabete. L’emoglobina glicata (A1C), l’indicatore che misura la glicemia media degli ultimi mesi, partiva da un valore medio del 7,7%.
Con le dosi da 9 e 12 mg si è ridotta rispettivamente dell’1,6% e dell’1,5%, contro lo 0,2% del placebo. Fino al 40% dei partecipanti ha raggiunto un valore di A1C inferiore al 5,7%, soglia considerata normale.
Il farmaco ha inoltre migliorato altri indicatori legati al rischio cardiovascolare: alla dose massima, i trigliceridi sono scesi in media del 39,5%, il colesterolo non-HDL del 19,6%, la pressione sistolica di quasi 11 mmHg, la circonferenza vita di quasi 17 cm, e un marcatore di infiammazione (la proteina C-reattiva) del 58,3%.
“I risultati di TRIUMPH-2 rappresentano un altro passo avanti per la gestione integrata di obesità e diabete di tipo 2 – dichiara Stefano Del Prato, Affiliate Professor, Centro di Ricerca Interdisciplinare Health Science, Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa.
“Nello studio, i partecipanti trattati con retatrutide alla dose di 12 mg hanno perso in media il 20,8% del peso corporeo in 80 settimane, permettendo a più metà di questi di raggiungere un valore IMC non più diagnostico per obesità. All’effetto sul peso si è accompagnata una riduzione dell’emoglobina glicata fino all’1,6%, con il 40% dei pazienti che ha raggiunto valori normali. Un tale grado di efficacia, unito al miglioramento di trigliceridi, circonferenza vita e marcatori di infiammazione, suggerisce la possibilità di agire simultaneamente su più aspetti della malattia cardiometabolica”.
Come per altri farmaci della stessa famiglia, i disturbi più comuni sono stati gastrointestinali, e sono cresciuti con la dose: diarrea (fino al 33,6% con 12 mg, contro il 13,2% del placebo), nausea (fino al 28,0% contro l’8,0%), stitichezza, calo dell’appetito e vomito.
Sono stati segnalati anche casi di alterazione della sensibilità cutanea (disestesia) e infezioni del tratto urinario, più frequenti rispetto al placebo.
Gli eventi sono stati nel complesso lievi o moderati e per lo più si sono risolti durante il trattamento.
Le interruzioni per effetti collaterali sono state il 3,8% con 4 mg, l’11,6% con 9 mg e il 7,7% con 12 mg, contro il 4,9% del placebo.
“TRIUMPH-2 dimostra ciò che la prossima generazione di farmaci cardiometabolici potrebbe offrire: una significativa perdita di peso, una riduzione dell’A1C e miglioramenti in altri fattori di rischio cardiovascolare critici”, ha affermato Kenneth Custer, Ph.D., vicepresidente esecutivo e presidente di Lilly Cardiometabolic Health.
“Con un’efficacia così potente e costante in tutto il nostro programma di fase 3, riteniamo che retatrutide possa diventare un’opzione importante per le persone affette da diabete di tipo 2 e obesità”.
Lilly prevede di presentare la richiesta di autorizzazione alla FDA statunitense nel primo trimestre del 2027. Prima che possa arrivare sul mercato, in Europa o altrove, passerà ancora del tempo.
Ulteriori risultati dello studio sull’apnea ostruttiva del sonno condotto nell’ambito dello studio TRIUMPH-2 saranno presentati in occasione di un futuro convegno medico e pubblicati su una rivista sottoposta a revisione tra pari.
TRIUMPH-2 conferma che agire contemporaneamente su tre ormoni diversi può portare a risultati superiori rispetto ai farmaci attuali, sia sul fronte del peso sia su quello del controllo del diabete e di alcuni fattori di rischio cardiovascolare.
Resta da vedere come si comporterà il retatrutide nella pratica clinica reale, una volta che arriverà effettivamente in commercio.
