La situazione in Italia e nel mondo.
In Italia
Casi confermati 240.136 (più 430 rispetto a ieri); morti 34.716 (più 38); guariti 187.615 (più 890).
Nel mondo
Casi confermati 9.764.997 (più 136.339 rispetto a ieri); morti totali 492.807 (più 3.076); guariti totali 4.917.328 (più 61.935)
Ue vietata agli Usa?
I Paesi dell’Unione europea potrebbero vietare l’ingresso ai viaggiatori provenienti dagli Stati Uniti come misura per contenere la diffusione del coronavirus. Lo riferiscono fonti diplomatiche della Ue alla Cnn, affermando che gli ambasciatori dei 27 Stati membri hanno concordato ”in linea di principio” i criteri da applicare mentre si comincia a riaprire ai viaggi internazionali. L’accordo non è definito, in quanto gli ambasciatori devono consultarsi con i rispettivi governi. Lunedì 29 previsto un incontro in merito. In base ai criteri elaborati finora c’è, tra l’altro, la possibilità di escludere i viaggiatori americani dal raggiungere l’Europa. Gli Stati Uniti hanno il triste primato mondiale per numero di casi di coronavirus e di morti correlati. Il bollettino aggiornato dalla Johns Hopkins University parla di 2.467.404 contagi e di 125.039 morti.
L’igienizzante non si beve
Tre persone sono morte per avvelenamento da metanolo nello Stato del New Mexico, in Usa, dopo aver bevuto igienizzante per le mani. Lo riferiscono le autorità sanitarie, riporta la Bbc, aggiungendo che altre tre persone sono in condizioni critiche mentre un’altra ha perso la vista. Un portavoce del dipartimento della salute dello Stato americano ha dichiarato che i casi sono legati all’alcolismo, visto che negli igienizzanti per le mani c’è un alto tasso di alcol e possono essere tossici se ingeriti. L’episodio è avvenuto poco dopo che la Food and Drug Administration (FDA) aveva messo in guardia dall’acquisto di nove tipi di prodotti igienizzanti in Messico perché contengono metanolo.
Focolai italiani
In Italia al momento ci sono 10 focolai di Coronavirus che preoccupano gli esperti: da Mondragone a Bologna, da Palmi ad Alessandria passando per Roma e Porto Empedocle. Se nella prima fase dell’emergenza a rischio erano soprattutto gli ospedali e le Rsa, oggi il virus sembra diffondersi in particolare sui luoghi di lavoro e nei condomini o ambienti familiari. Questi casi, come ha dichiarato l’infettivologo Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano, “sono la riprova del fatto che la circolazione del virus è ancora presente, come molti di noi hanno sostenuto da tempo. Siamo ancora nella necessità di contenere il fenomeno con tutta l’attenzione che merita. Mi auguro che non si debba affrontare un nuovo lockdown, ma bisogna stare con occhi molto aperti e guardia molto alta”.
Seconda ondata?
Dieci focolai di Covid-19 attivi “non sono una passeggiata, ma se facciamo fronte a queste situazioni in modo tempestivo, sono ottimista: eviteremo una seconda ondata in autunno”, dice il virologo Fabrizio Pregliasco, precisando che “ogni Servizio sanitario regionale deve funzionare in modo efficiente e proattivo, bisogna andare a cercare le situazioni di pericolo e fare indagini epidemiologiche”, scovando e isolando soprattutto gli asintomatici. L’esperto ha poi aggiunto che “il virus c’è ancora, ma con le misure di contenimento circola meno e quindi vediamo pochi casi. È la legge dei grandi numeri: su pochi malati, ci scappa quello grave ma la gran parte è formata da casi banali che prima non vedevamo. Dobbiamo evitare con il nostro comportamento responsabile e con il lavoro di tracciamento, che i focolai crescano e che il virus riprenda forza”.
Quarantene
Le situazioni da tenere sotto controllo in Italia: il focolaio di Mondragone (Caserta) dove sono stati messi in quarantena i 700 residenti dei Palazzi ex Cirio dove sono stati trovati 43 casi positivi; quello di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, dove ci sono 8 positivi e dove era stata dichiarata la zona rossa nei giorni scorsi in tre quartieri della zona costiera; quello di Bologna, dove sono più di 90 i dipendenti contagiati del magazzino dell’azienda Bartolini in zona Roveri; e poi ancora, quello di Montecchio (Reggio Emilia), con un focolaio in due famiglie con legami parentali per un totale di 8 positivi quasi tutti asintomatici; quello di Bolzano, con un focolaio familiare con 11 positivi; quello di Como, dove in una casa di accoglienza per persone bisognose sono stati trovati 7 positivi. Nelle Province di Prato e Pistoia si è sviluppato un focolaio con 19 positivi, come pure a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, con un focolaio nella nave dei migranti portati dalla Sea Watch per un totale di 28 positivi, ad Alessandria, in una casa di riposo con 13 positivi e Roma, dove i cluster sono stati ben tre: in un istituto religioso con 4 positivi, nel quartiere della Garbatella e all’ospedale San Raffaele Pisana.
Obesità e Covid
Molti gli studi che hanno mostrato una relazione tra il peso in eccesso e la severità del Covid-19. In uno studio (ancora in preprint) realizzato nel Regno Unito su una popolazione di quasi 430 mila partecipanti è emerso che il “rischio di un decorso della malattia più severo era del 44% più alto tra le persone in sovrappeso e quasi raddoppiato tra i soggetti obesi”. Un’analisi delle cartelle cliniche di 17 milioni di persone, invece, ha scoperto che il rischio di morte legato all’infezione da coronavirus aumentava con la severità dell’obesità: era più alto del 27% nelle persone con obesità di primo grado e più che raddoppiato tra chi invece soffriva di obesità del grado più elevato.
Vaccino
“Per lo sviluppo di un vaccino, per le cure e per condurre test sul coronavirus sono necessari 31,3 miliardi di euro in 12 mesi”, è quanto segnala l’OMS il cui obiettivo è di arrivare alla produzione di 2 miliardi di dosi di vaccino, un miliardo dei quali da destinare ai Paesi poveri entro la fine del 2021. L’obiettivo dell’iniziativa dell’OMS, che ha costituito una coalizione globale contro il Covid, è tra le altre cose di consegnare 500 milioni di test ai Paesi a basso e medio reddito, fornire cure a 245 milioni di persone entro la metà del 2021.
Lavori più a rischio contagio
La quasi totalità delle denunce di infortunio da Covid-19 riguarda la gestione assicurativa dell’Industria e servizi, mentre i casi registrati in Agricoltura, nella Navigazione e nella gestione per Conto dello Stato sono circa 600. Rispetto alle attività produttive, il 72,2% del complesso dei casi denunciati e il 26,3% dei decessi si concentra nel settore della Sanità e assistenza sociale (che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche, policlinici universitari, residenze per anziani e disabili), che insieme al settore degli organismi pubblici preposti alla sanità (Asl) porta all’81,3% la quota delle denunce in complesso e al 36,5% quella dei casi mortali. Seguono i servizi di vigilanza, pulizia, call center, il settore manifatturiero (addetti alla lavorazione di prodotti chimici, farmaceutici, alimentari), le attività di alloggio e ristorazione e il commercio. Con il 40,9% delle denunce complessive, circa l’83% delle quali relative a infermieri, la categoria professionale più coinvolta dai contagi è quella dei tecnici della salute.
Nessun morto a Manaus
Il governo dello Stato di Amazonas, fino a poche settimane fa uno dei più colpiti del Brasile per numero di casi di coronavirus, ha annunciato un drastico calo della mortalità tra i pazienti affetti da Covid-19 nella regione: dall’8,9% del 19 aprile al 4,06% del 25 giugno. Inoltre, per la prima volta in un periodo di 24 ore – tra il 24 e il 25 giugno – la capitale Manaus non ha registrato alcun decesso provocato dalla malattia.
Il direttore del CDC USA
“Per ogni caso di coronavirus accertato ci sarebbero almeno altre dieci persone infette”, è l’allarme lanciato da Robert Redfiled, direttore del Cdc (Centers for Disease Control and Prevention), la massima autorità federale in materia di salute pubblica. “Questa è la nostra migliore stima (intendendo dire che è la stima più buona, ndr)”, ha ammesso, spiegando come si ottenga basandosi sui campioni di sangue raccolti a livello nazionale, campioni che rivelano la presenza di anticorpi. La peggiore stima è invece di venti infettati non accertati per ogni caso accertato.
Florida e Texas
La situazione si fa sempre più grave soprattutto in Florida e in Texas, dove è scattato l’ordine di chiusura di tutti i bar, ma non dei ristoranti e di altri luoghi pubblici. Difficile dire se basterà a frenare una diffusione del contagio da record che ha fatto registrare un boom di 9.000 nuovi casi in Florida in un solo giorno e oltre 16 mila casi in tre giorni in Texas. Per non parlare della California, dove nonostante tutto si valuta se riaprire le scuole. Più tranquilla invece la situazione nell’ex epicentro di New York, dove si pensa di passare alla fase 3 il prossimo 6 luglio.
Cervello colpito
Ci sono complicazioni cerebrali in alcuni pazienti con Covid-19 grave. Il primo studio durante la fase acuta della pandemia nel Regno Unito le ha descritte. È stato pubblicato su The Lancet Psychiatry. Lo studio ha riguardato 153 pazienti con Covid-19 e ha registrato complicazioni neurologiche per 125 pazienti, tra cui ictus (62%, 77 persone) e uno stato mentale alterato come infiammazione del cervello, psicosi e sintomi simili alla demenza (31%, 39 persone).
