Sequenziando il genoma dai resti di 700 individui è stato possibile ricostruire la storia delle migrazioni e delle popolazioni che dal Neolitico hanno vissuto tra l’Europa meridionale e l’Asia.
Attraverso tre studi, ricercatori di svariate università presentano una storia genomica completa del cosiddetto “Arco meridionale”, una regione che attraversa l’Europa sud-orientale e l’Asia occidentale e a lungo considerata la “culla della civiltà occidentale”.
L’analisi, che ha esaminato il DNA antico appena sequenziato da oltre 700 individui in tutta la regione, rivela una complessa storia della popolazione dalle primi stanziamenti agricoli fino a dopo il Medioevo.
Fino a tempi relativamente recenti, gran parte della storia antica dell’Arco meridionale, riguardante la sua gente e le sue popolazioni, è stata raccontata attraverso dati archeologici e migliaia di anni di resoconti e testi antichi proveneinti da quella regione.
Tuttavia, le innovazioni nel sequenziamento del DNA antico hanno fornito una nuova fonte di informazioni storiche. I ricercatori hanno usato il DNA antico dai resti di 777 esseri umani per costruire una storia genomica dettagliata dell’Arco meridionale dal Neolitico (~ 10.000 aC) al periodo ottomano (~ 1700 dC).
I risultati forniscono un resoconto delle complesse migrazioni e interazioni tra le popolazioni che hanno modellato la regione per migliaia di anni e suggeriscono che la precedente storia della popolazione basata su antichi scritti e arte hanno fornito un quadro impreciso delle prime culture indoeuropee.
Il primo studio: “The genetic history of the Southern Arc: a bridge between West Asia and Europe“, presenta il nuovo set di dati e concentra l’analisi sull’età calcolitica e del bronzo (circa dal 5000 al 1000 aC).
Questa analisi ha rivelato grandi scambi genetici tra la steppa eurasiatica e l’arco meridionale e fornisce nuove intuizioni sulla formazione dei pastori della steppa Yamnaya e sull’origine della lingua indoeuropea.
Il secondo studio: “Ancient DNA from Mesopotamia suggests distinct Pre-Pottery and Pottery Neolithic migrations into Anatolia“, presenta il primo DNA antico della Mesopotamia neolitica pre-ceramica dall’epicentro della rivoluzione neolitica della regione.
I risultati suggeriscono che la transizione tra le fasi pre-ceramiche e neolitiche della ceramica dell’Anatolia neolitica era associata a due distinti impulsi di migrazione dal cuore della Mezzaluna fertile.
Il terzo studio: “A genetic probe into the ancient and medieval history of Southern Europe and West Asia“, si concentra sull’analisi del DNA antico durante il periodo della storia registrata nell’Arco meridionale, chiarendo i dati demografici e le origini geografiche non ben compresi di gruppi come Micenei, Urartiani e Romani.
”Gli studi rappresentano un’importante pietra miliare per la ricerca genomica antica, fornendo un ricco set di dati e diverse osservazioni che guideranno la prossima iterazione di interpretazioni della storia umana dell’Eurasia occidentale”, scrivonogli autori.
Foto: Pavel Avetisyan e Varduhi Melikyan
