influenza

 

È al chiuso che aumentano le possibilità di contrarre un’infezione respiratoria. Ed è per questo che pediatri e virologi consigliano di far giocare i bambini all’aria aperta anche d’inverno.

 

Siamo d’inverno, temperature esterne basse e la solita frase ricorrente da parte di genitori e nonni: “Copriti bene, sennò ti ammali”. Lo dicevano cent’anni fa, lo dicono oggi. Una convinzione molto diffusa, che è però priva di ogni fondamento scientifico.

Non sarebbe direttamente il freddo a causare malanni, come febbre, raffreddore o influenza. La ricerca invece conferma che a farci ammalare sono gli agenti patogeni (più frequentemente virus e batteri) e, in loro assenza, anche se prendiamo freddo, i vari raffreddori e rialzi febbrili non possono verificarsi.

In altre parole, per avere l’influenza è necessario contrarre un virus influenzale, così come per avere un raffreddore serve un virus che causi un raffreddore, come un rinovirus o un adenovirus. Lo stesso vale, per esempio, per l’otite, generalmente causata da infezioni batteriche, così come la congiuntivite.

Il freddo, da solo, non fa alzare la febbre né ci fa ammalare. Piuttosto, può causare un abbassamento della temperatura corporea (ipotermia) oppure il raffreddamento delle estremità degli altri, del viso e delle orecchie (congelamento). Questo sì è scientifico. Come è scientifico che nei primi anni di vita le capacità di termoregolazione dell’organismo sono minori, immature, ed è quindi importante coprirli un po’ di più.

Le tipiche malattie invernali non sono dunque direttamente causate dalle basse temperature ma da dinamiche infettive, ovvero alla trasmissione di virus o batteri che circolano più favorevolmente negli ambienti chiusi e affollati. Va da sé che all’aperto si riducono le possibilità di contrarre un’infezione respiratoria.

Ed è per questo che pediatri e virologi consigliano di far giocare i bambini all’aria aperta anche d’inverno. Il gioco all’aperto, tra l’altro, aiuta a sviluppare un sistema immunitario più forte e una maggiore resistenza alle allergie, come sottolineato da più studi che mostrano una minore incidenza di malattie respiratorie nei bambini abitualmente attivi all’aperto.

Non bisogna, perciò, meravigliarsi o scandalizzarsi quando in Paesi come l’Islanda le culle dei bimbi sono spesso all’aperto per i riposini giornalieri.

Per i più grandi, d’altra parte, praticare uno sport all’aria aperta, come per esempio il calcio, l’atletica o la bicicletta, è un ottimo modo per tenere lontane malattie legate alla vita sedentaria: ciò che serve è semplicemente un abbigliamento adeguato e un’alimentazione bilanciata e varia.

 

 

 

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