La possibilità che il pianeta abbia ospitato mari come sulla Terra è smentita da un nuovo modello climatico elaborato in Francia.

 

Se Venere, uno dei quattro pianeti terrestri del Sistema Solare, abbia mai avuto oceani rimane un enigma irrisolto. Uno studio americano ha ipotizzato che in passato il “quasi” gemello della Terra avrebbe potuto avere acqua sulla sua superficie, ma ora l’ipotesi è messa in discussione da un lavoro pubblicato il 14 ottobre 2021 su Nature, che coinvolge scienziati del CNRS e dell’Università di Versailles-Saint Quentin-en-Yvelines (UVSQ).

Attualmente, con una pressione al suolo 90 volte quella terrestre e soprattutto con una temperatura superiore ai 400 gradi Celsius, non è possibile la formazione di acqua liquida sul pianeta, ma le concentrazioni di vapore nela sua atmosfera suggeriscono che forse, qualche miliardo di anni fa, le cose potevano essere diverse. Oppure no.

Infatti, utilizzando un modello climatico all’avanguardia, il team di ricerca ha elaborato uno scenario alternativo allo studio americano. Poco dopo la sua nascita 4,5 miliardi di anni fa, il giovane Venere era coperto di magma. Per formare gli oceani, la temperatura della sua atmosfera avrebbe dovuto diminuire notevolmente affinché l’acqua si condensasse e cadesse come pioggia per un periodo di diverse migliaia di anni, come è successo sulla Terra.

Tuttavia, sebbene il Sole a quel tempo fosse il 30% più debole di quanto non sia ora, questo non sarebbe stato sufficiente per ridurre la temperatura del giovane pianeta a un punto in cui gli oceani avrebbero potuto formarsi. Un tale calo di temperatura sarebbe stato possibile solo se la superficie di Venere fosse stata protetta dalla radiazione solare dalle nuvole.

Il modello climatico dei ricercatori francesi ha mostrato che le nuvole si sarebbero formate preferenzialmente sul lato notturno di Venere, dove non potevano proteggere la superficie dalla luce solare poiché quel lato non ne riceve. Al contrario, invece di fungere da scudo, le nuvole hanno contribuito a mantenere le alte temperature causando un effetto serra che ha intrappolato il calore nella densa atmosfera del pianeta.

Secondo questo modello climatico, le alte temperature superficiali hanno impedito qualsiasi pioggia e, di conseguenza, gli oceani non sono mai stati in grado di formarsi. I dati raccolti dalle future missioni spaziali su Venere dovrebbero rendere possibile testare questi risultati teorici.

 

Foto: Nasa