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“È probabile che il numero di casi di influenza e altre infezioni respiratorie tornerà alla normalità nei prossimi anni poiché SARS-CoV-2 diventerà un virus stagionale”.

 

I casi di influenza e di virus respiratorio sinciziale (RSV) sono diminuiti significativamente sia negli adulti sia nei bambini durante la pandemia di COVID-19, secondo una nuova ricerca presentata al Congresso europeo di microbiologia clinica e malattie infettive (ECCMID) tenutosi online.

I virus influenzali A e B e quello dell’RSV sono cause comuni di infezioni respiratorie, in particolare in inverno. Ci sono da 9 a 45 milioni di casi di influenza soltanto negli Stati Uniti ogni anno dove è stato effettuato lo studio. L’RSV è particolarmente comune nei bambini di età inferiore ai due anni, ma può colpire persone di tutte le età.

La ricerca retrospettiva, condotta dalla ricercatrice virologa  Siri Sarvepalli e da colleghi della Wayne State University, di Detroit, aveva come domanda iniziale proprio verificare se l’incidenza di queste e altre infezioni respiratorie è diminuita durante la pandemia di COVID-19. Si trattava di confrontare i risultati dei test PCR per varie infezioni effettuati presso il Detroit Medical Center (DMC) e il Children’s Hospital of Michigan (CHM) tra settembre 2019 e febbraio 2020 con i risultati da settembre 2020 a febbraio 2021.

I test PCR hanno utilizzato campioni di tamponi nasofaringei per testare l’influenza A e B, RSV e SARS-COV-2. Campioni di tamponi faringei sono stati utilizzati nei test PCR per lo streptococco di gruppo A (GAS), un’infezione batterica della gola che in genere segue le infezioni virali del tratto respiratorio superiore. Sono stati riesaminati anche i dati su altre infezioni da virus respiratorio.

Risultati? Per gli adulti, nella stagione 2019-2020, l’11,5% dei test per l’influenza A, il 13,1% per l’influenza B e il 9% dei test per RSV sono risultati positivi. Nella stagione 2020-2021, lo 0% dei test per influenza A, influenza B e RSV è risultato positivo. Per i bambini, nella stagione 2019-2020, il 12,4% dell’influenza A, il 20,2% dell’influenza B e il 23,7% dei test RSV sono risultati positivi.

Nella stagione 2020-2021, lo 0% dell’influenza A e dell’influenza B è tornato positivo. Un test RSV è risultato positivo. Il numero di test per GAS è stato drasticamente ridotto rispetto all’anno precedente. Nel periodo 2019-20 sono stati effettuati circa 933 test GAS negli adulti (di cui il 22,8% positivo), rispetto ai 212 (23,11% positivo) dell’anno successivo. Per i bambini il dato è passato da 3.984 test (di cui il 27% positivi) a 777 (20,98% positivi).

Anche l’incidenza di altri virus respiratori meno comuni è diminuita. Nel 2019-2020, la percentuale di test per altri virus respiratori risultati positivi è variata dallo 0,2 al 4,2% (virus parainfluenzale 1: 3,5%, virus parainfluenzale 2: 0,4%, metapneumovirus umano: 4,2%, Coronavirus 229E: 0,2%) rispetto allo 0% nel 2020-2021, un cambiamento descritto come “notevole” dagli autori dello studio. I dati su queste infezioni provenienti da 42 centri medici nel Midwest degli Stati Uniti hanno rivelato un modello simile in tutta la Regione.

I ricercatori affermano: “L’incidenza delle infezioni da influenza A e B e da RSV nella stagione 2020-2021 è diminuita significativamente rispetto alla stagione 2019-2020 sia nella popolazione pediatrica sia in quella adulta. Misure di mitigazione della comunità come distanza sociale, chiusura delle scuole e uso delle mascherine potrebbero aver diminuito la diffusione dei patogeni virali. Questo potrebbe anche spiegare la diminuzione delle infezioni da GAS, che in genere si verificano dopo un’infezione da virus respiratorio”.

Inoltre, l’infezione da COVID-19 potrebbe aver protetto le persone da altri virus respiratori, attraverso l’interferenza virale. Ciò si verifica quando un virus blocca temporaneamente una coinfezione da un altro virus ed è stato osservato durante la pandemia di “influenza suina” H1N1 nel 2009. Riduzioni simili nell’incidenza dell’influenza e di altre infezioni virali respiratorie sono state osservate altrove, anche nell’emisfero meridionale, dove Australia, Cile e Sudafrica hanno riportato solo 51 casi di influenza in totale nella stagione influenzale 2020.

La ricercatrice Sarvepalli afferma: “È probabile che il numero di casi di influenza e altre infezioni respiratorie tornerà alla normalità nei prossimi anni poiché SARS-CoV-2 diventerà un virus stagionale. Tuttavia, se il lavaggio delle mani e altre misure di mitigazione verranno seguite nella stessa misura dell’inverno scorso, i numeri potrebbero invece rimanere sempre inferiori al solito”.

 

 

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