A livello mondiale, si è giunti a stimare che si possa arrivare a un milione e mezzo di persone ad elevato rischio di suicidio.

 

“L’aumento dei casi di depressione e ansia tra la popolazione mondiale conseguenti alla pandemia SARS-COV2 è estremamente allarmante – spiega Claudio Mencacci, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ospedale Fatebenefratelli-Sacco di Milano -. La pandemia sta determinando la cosiddetta ‘tempesta perfetta’: emergenza sanitaria, conseguenze disastrose per l’economia mondiale ed un severo impatto psicologico sulla popolazione. In Italia prevediamo fino a 200.000 casi in più di depressione generata dalla crisi economica: in questo contesto, le parole diventano fondamento nel portare cura, fare del bene, dare futuro”.

Se già la depressione prima della pandemia era una epidemia più diffusa delle malattie cardiovascolari – circa 3.500.000 di casi nel mondo – e quindi richiedeva strumenti efficaci come l’uso della medicina narrativa per essere affrontata in modo innovativo, SARS-COV2 ha messo in lock down tutti i Paesi del mondo e cambiato le nostre vite. In Italia al 20 novembre 2020 aveva causato 85.000 morti in più rispetto alla mortalità nei cinque anni precedenti.

È nata dunque la necessità di fornire strumenti di ascolto, sostegno, conforto, resilienza, fino all’anti-fragilità, descritti nel manuale sulla Medicina Narrativa come punto di svolta nella cura della depressione nell’epoca della pandemia (Edizioni Effedì), scritto coralmente nel 2020 tra le eccellenze della psichiatria italiana e le eccellenze nella medicina narrativa in Italia. Il libro è stato patrocinato dalla Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia (SINPF), dalla Società Italiana di Psichiatria (SIP) e da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, scritto con Fondazione ISTUD e reso sostenibile finanziariamente dall’Azienda Lundbeck Italia, da sempre attenta alla salute mentale delle persone.

La pandemia secondaria da SARS-COV2 ha causato in questi ultimi mesi un forte e diffuso depauperamento della salute mentale tra le persone, e sebbene questa fosse già stata prevista sin dal 2012 – gli infettivologi la chiamavano infatti la NEXT BIG ONE – purtroppo gli allarmi degli scienziati sono passati inascoltati, e per la stragrande maggioranza della popolazione e della stessa comunità scientifica è stato inimmaginabile ciò che è poi avvenuto, che è ancora in corso e che perdurerà. Oggi, ci sono finalmente nuove prospettive positive dovute alla scoperta dei vaccini, efficaci e sicuri, ma i tempi e i modi perché la popolazione sia coperta da vaccino saranno lunghi e complessi. Il libro affronta il malessere mentale, l’incertezza, la solitudine, la confusione informativa tra la popolazione in questo periodo di mancata socializzazione e isolamento.

Per agire subito per il benessere della mente, questo manuale – metaforicamente uno strumento di cura – mette a disposizione di tutti i professionisti dell’aiuto strumenti concreti basati sulla medicina narrativa: dalla scelta delle parole “che curano”, alla diagnosi e terapia narrativa delle biografie delle persone con disturbi mentali, dei loro familiari, fino alla diagnosi dello stato di benessere mentale dei professionisti sanitari, anch’essi travolti in tutto il mondo da questo tsunami.

Il libro insegna la competenza nell’interpretazione dei testi sia scritti che parlati, da applicare nella pratica clinica quotidiana, e spiega come creare empatia in formato digitale, perché questa è stata e sarà ancora per molto tempo la modalità di interazione dei professionisti sanitari, dagli psichiatri, agli psicoterapeuti, medici di medicina generale, counselor, assistenti sociali, altri medici specialisti.

“L’utilizzo appropriato della medicina narrativa è una risorsa che crea il punto di svolta da cui ripartire e ricostruire un tempo nuovo, andando oltre lo slogan della nuova normalità” – dice Maria Giulia Marini, Direttore Scientifico dell’Area Sanità e Salute della Fondazione ISTUD e presidente di EUNAMES, European Narrative Medicine Society. “E per svoltare dall’usuale processo di cura, bisogna mettere in campo tutte le forze empatiche, non quelle buonistiche, ma quelle intelligenti che poggiano su competenze specifiche. Ciò vale sia per il benessere mentale ma più in generale per la salute pubblica”.

“Non abbiamo avuto alcun dubbio nella sponsorizzazione di questo libro – conclude Tiziana Mele, Amministratore Delegato di Lundbeck Italia –. A un anno di distanza, oggi ci sentiamo ancora più orgogliosi di averlo sostenuto e di poterlo presentare, certi che rappresenterà un contributo per affrontare le ripercussioni che la pandemia ha sulla salute mentale pubblica”.

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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