I risultati dello studio CARTITUDE-1 con ciltacabtagene autoleucel mostrano una risposta complessiva del 97% a un follow-up mediano di 12,4-mesi.

 

Janssen, azienda farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson, ha annunciato risultati a lungo termine dello studio CARTITUDE-1 di fase 1b/2  (NCT03548207), che valuta efficacia e sicurezza di ciltacabtagene autoleucel (cilta-cel), terapia sperimentale a base di linfociti T che esprimono un recettore chimerico per l’antigene (CAR-T) diretto verso il BCMA (antigene di maturazione dei linfociti B), nel trattamento di pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario. I dati, presentati al congresso dell’American Society of Hematology (ASH) 2020, mostrano un elevato tasso di risposta complessiva pari al 97 per cento, che si è rafforzato nel tempo con il 67 per cento dei pazienti che ha raggiunto una risposta completa stringente1. Con un follow-up mediano di 12,4 mesi, durata mediana delle risposte e sopravvivenza libera da progressione (PFS) non sono state raggiunte. 

“Purtroppo, la prognosi spesso non è favorevole nei pazienti con mieloma multiplo in cui almeno tre regimi di trattamento consolidati hanno perso la loro efficacia,” ha detto Deepu Madduri, M.D., Assistant Professor di Medicine, Hematology and Medical Oncology, Tisch Cancer Institute a Mount Sinai, New York, e coordinatore dello studio. “Nello studio CARTITUDE-1, i pazienti pluritrattati, compresi coloro che erano triplo-refrattari, hanno ottenuto una risposta dopo una singola infusione di ciltacabtagene autoleucel”, ha spiegato.

“I risultati dello studio CARTITUDE sono di estremo interesse per l’alto numero di risposte complete stringenti, per la elevata percentuale di negatività della malattia minima residua e soprattutto per la sopravvivenza libera da progressione a 12 mesi pari al 76,6 per cento. Tossicità CRS di grado 3 e neurotossicità sono sostanzialmente quelle attese anche se va considerato con attenzione il dato di 6 pazienti deceduti a causa del trattamento”, ha commentato Paolo Corradini, Direttore della Divisione di Ematologia della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Università di Milano.

Il tempo mediano alla prima risposta è stato di un mese (range, 0,9-8,5), con risultati osservati a basse dosi di cellule CAR-T (dose mediana somministrata pari a 0,71×106 cellule T vitali CAR+/kg) ed erano in corso nel 72 per cento (n=70) dei pazienti. Inoltre, il 93 per cento dei pazienti valutabili (n=53) ha raggiunto una malattia minima residua (MRD) negativa con una soglia di sensibilità a 10-5. 

La sperimentazione ha incluso pazienti pluritrattati. I pazienti valutati avevano ricevuto una mediana di sei regimi di trattamento precedenti (range, 3-18); l’88 per cento (n=85) erano triplo-refrattari, il 42 per cento (n=41) penta-refrattari e il 99 per cento (n=96) erano refrattari alla precedente linea di terapia.1 Il tasso PFS a 12 mesi era del 77 per cento (con un intervallo di confidenza del 95 per cento [IC], 66-84).1 Il tasso di sopravvivenza globale a 12 mesi era dell’89 per cento (con un IC di 95 per cento, 80-94) e la produzione di cilta-cel è stata efficace per tutti i pazienti. 

“I dati combinati dello studio CARTITUDE-1 di fase 1b/2 riguardano una popolazione di pazienti più ampia di quella riportata nei risultati iniziali della fase 1b, e siamo molto soddisfatti della continua e ottima risposta ottenuta” ha commentato Sen Zhuang, M.D., Ph.D., Vice President, Clinical Research Development, Janssen Research & Development, LLC. “Le risposte sembrano anche durature, come indicato dalla stima per cui l’89 per cento dei pazienti è sopravvissuto e il 77 per cento è libero da progressione della malattia dopo un follow-up di un anno.”

“Il nostro impegno è di portare cure sempre più innovative alle persone che convivono con tumori del sangue,” ha dichiarato Catherine Taylor, Vice President, Medical Affairs Therapeutic Area Strategy, Europe, Middle East and Africa (EMEA), Janssen-Cilag Ltd. Middle East. “Siamo molto contenti del fatto che gli ultimi risultati rafforzino i già promettenti dati ottenuti in precedenza e speriamo che un giorno cilta-cel possa costituire una valida opzione per il trattamento di pazienti con mieloma multiplo che, ad oggi, hanno poche altre alternative”, ha concluso.

Gli eventi avversi (AEs) ematologici più frequenti osservati nello studio CARTITUDE-1 sono stati neutropenia (96 per cento); anemia (81 per cento); trombocitopenia (79 per cento); leucopenia (62 per cento); e linfopenia (53 per cento).  La sindrome da rilascio di citochine (CRS) di ogni grado è stata osservata nel 95 per cento dei pazienti, con una durata mediana di quattro giorni (range, 1-97) e nel 99 per cento dei casi si è risolta entro 14 giorni dalla comparsa1. Dei 92 pazienti con CRS, il 95 per cento [n=87] era di grado 1/2, il 3 per cento [n=3] di grado 3, l’1 per cento [n=1] di grado 4 e l’1 per cento [n=1] di grado 5. Il tempo mediano di comparsa di CRS era di sette giorni (range, 1-12) dall’infusione, con l’89 per cento [n=82] dei pazienti in cui si è verificata la comparsa dal quarto giorno in avanti. 

Neurotossicità di ogni grado è stata osservata nel 21 per cento [n=20] dei pazienti, con neurotossicità di grado 3 o superiore osservata nel 10 per cento [n=10]. Sindrome da neurotossicità (ICANS) è stata osservata in 16 pazienti; altre neurotossicità sono state osservate in 12 pazienti e generalmente si sono presentate dopo la risoluzione della CRS e/o della ICANS. Gli eventi legati alla ICANS si sono risolti in tutti i pazienti con un tempo mediano di recupero di quattro giorni (range, 1-12).

Altre neurotossicità si sono risolte in sei pazienti con un tempo mediano di 75 giorni (range, 2-160) e non si sono risolte in sei pazienti (uno con tossicità in corso, uno deceduto per neurotossicità e quattro deceduti per altre cause).1 Si sono verificati 14 decessi durante lo studio: cinque dovuti alla progressione della malattia, tre dovuti a eventi avversi non correlati al trattamento (leucemia mieloide acuta [n=2], polmonite [n=1]) e sei a eventi avversi correlati al trattamento (sepsi e/o shock settico [n=2], CRS/ linfoistiocitosi emofagocitica [n=1], ascesso polmonare [n=1], insufficienza respiratoria [n=1] e neurotossicità [n=1]).

 

 

 

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