Con l’avvento degli anti retrovirali diretti dall’epatite oggi si guarisce e presto il virus potrà essere eradicato.

 

Non c’è più da essere terrorizzati dall’epatite C e dalle nefaste conseguenze che comporta: fibrosi, cirrosi, epatocarcinomi e financo la morte.

Con l’avvento dei nuovi farmaci, disponibili da qualche anno, la malattia può essere sconfitta. Grazie agli anti retro virali diretti. Agiscono infatti sui meccanismi di replicazione del virus portatore della patologia, HCV, inibendo la sua riproduzione. In questo modo, in pochi mesi, si guarisce definitivamente da una malattia, che fino a poco tempo fa era considerata cronica, e senza gravi effetti collaterali.

Ancora molte persone, specialmente non più giovani e che hanno contratto la malattia prima che fosse studiata con il rigore odierno, credono che l’epatite sia una condanna per la vita. E che se positivi al test ci si debba sottoporre a infinite infusioni di interferone e altre sostanze con tanti effetti avversi. Niente di più falso.

I nuovi farmaci hanno dimostrato che per tutti i genotipi del virus, cioè le varianti genetiche tipiche ciascuna in particolari aree geografiche, si riesce ad avere una guarigione completa nella quasi totalità dei casi con il primo ciclo di cure.

Tant’è che oggi per i trapianti di fegato si usano anche organi infetti dal virus, perché poi è relativamente facile renderli sani dopo che sono stati innestati nel ricevente.

Tutto ciò ha un risvolto epocale: poiché diminuiranno sempre più le persone malate di epatite C, anche il virus – che si trasmette principalmente tramite contatto col sangue infetto, sarà eradicato in un futuro non lontano. Gli esperti puntano sulla completa eradicazione per il 2030.

Quindi, alla luce di tutto ciò, non c’è più da essere spaventati all’idea di sottoporsi all’esame del sangue per rilevare il virus, che in moltissimi casi colpisce in modo asintomatico finché, dopo anni, non si sviluppano gravi problematiche. Ormai la sfida con l’epatite C è vinta e tra qualche anno sarà annoverata tra le malattie debellate dall’umanità.

E proprio in questo senso si pone la nuova campagna digitale sull’epatite C, promossa da Gilead con il patrocinio della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), della Fondazione The Bridge, di Epac Onlus, dell’Associazione Italiana Studio del Fegato (AISF), di Plus Onlus e Fondazione Maraini: C come curabile. 

Lo scopo è proprio quello di informare sull’epatite C. Il sito www.ccomecurabile.it abbina a contenuti semplici e chiari sulla patologia e video ironici per invitare a fare il test e un blog dedicato a ciò che succede in Italia e nel mondo sul tema dell’epatite C, anche in tempo di pandemia.

 

 

 

Leggi anche:

Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

Riproduzione riservata (c)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.