L’amiloidosi da catene leggere (AL) è una malattia rara, multisistemica, per la quale, ad oggi, non esistono trattamenti approvati.

 

Janssen, azienda farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson ha annunciato oggi la presentazione all’European Medicines Agency (EMA) di una richiesta di variazione di tipo II per ottenere l’approvazione ad ampliare l’uso di daratumumab, formulazione sottocutanea, per il trattamento dei pazienti con amiloidosi da catene leggere (AL).

L’amiloidosi AL è una malattia rara, potenzialmente fatale, che si verifica quando una proteina insolubile, chiamata amiloide, si accumula nei tessuti e negli organi, compromettendone la funzione.  Attualmente, per il trattamento di questa patologia, non esistono farmaci approvati da enti regolatori come l’European Medicines Agency (EMA) per l’Unione Europea o la Food and Drug Administration (FDA) per gli Stati Uniti. 

La richiesta si basa sui dati dello studio di Fase 3 ANDROMEDA, presentato durante il Congresso annuale dell’European Hematology Association (EHA) del 2020. Lo studio ha valutato l’efficacia e la sicurezza di daratumumab in formulazione sottocutanea in combinazione con bortezomib, ciclofosfamide e desametasone (D-VCd) rispetto al solo utilizzo di bortezomib, ciclofosfamide e desametasone (VCd), nel trattamento dei pazienti affetti da amiloidosi AL. I dati dello studio hanno mostrato un tasso di risposta ematologica completa, significativamente più alto per i pazienti trattati con l’aggiunta di daratumumab rispetto ai pazienti trattati con il solo VCd. Nel complesso, il profilo di sicurezza della combinazione D-VCd ha dimostrato di essere in linea con i  profili del regime VCd e di daratumumab. 

“L’attuale gestione dell’amiloidosi AL ha l’obiettivo di rallentare la produzione della proteina amiloide e di controllare i sintomi; tuttavia, non esistono terapie approvate per questa malattia rara e difficile da trattare”, ha detto Catherine Taylor, VP, Medical Affairs Therapeutic Area Strategy, Europe, Middle East and Africa (EMEA), Janssen-Cilag Ltd. Middle East. “Se approvata, l’aggiunta di daratumumab a questa combinazione potrebbe rispondere a un bisogno significativo e offrire nuove speranze ai pazienti affetti da amiloidosi AL, che hanno una prognosi infausta e sono in attesa di opzioni terapeutiche”.

“Daratumumab è una terapia fondamentale nel trattamento del mieloma multiplo e ora, sulla base dei risultati dello studio ANDROMEDA, ha dimostrato che può portare un miglioramento anche in un disordine plasmacellulare come l’amiloidosi AL”, ha detto Craig Tendler, Vice President, Late Development and Global Medical Affairs, Janssen Research & Development, LLC. “Siamo molto lieti del ruolo potenziale di daratumumab come parte di un regime terapeutico per i pazienti con amiloidosi AL di nuova diagnosi. Questo potrebbe cambiare la prognosi e ridurre i danni d’organo, una complicazione potenzialmente fatale di questa grave malattia”.

Nel settembre 2020, Janssen ha presentato alla FDA una domanda di autorizzazione integrativa per medicinali biologici (supplemental Biologics License Application, sBLA) per ottenere l’approvazione di daratumumab sottocute per il trattamento dei pazienti affetti da amiloidosi AL.

 

L’amiloidosi AL
L’amiloidosi da catene leggere (AL) è una malattia ematologica rara e potenzialmente fatale che può portare ad un danno funzionale di più organi.  La malattia si verifica quando frammenti di anticorpi, le catene leggere, prodotti da cellule che si trovano nel midollo osseo, chiamate plasmacellule, si aggregano per formare una sostanza chiamata amiloide. Queste formazioni di amiloide si depositano nei tessuti e negli organi vitali e interferiscono con la normale funzionalità dell’organo, causandone infine il deterioramento.  L’amiloidosi AL è il tipo più comune di amiloidosi. Colpisce frequentemente il cuore, i reni, il tratto digestivo, il fegato e il sistema nervoso. La diagnosi è spesso tardiva e la prognosi è infausta a causa del coinvolgimento avanzato di molti organi,  in particolare di quello cardiaco. Circa 30.000-45.000 pazienti nell’Unione Europea e negli Stati Uniti sono affetti da amiloidosi AL

 

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