Una nuova ricerca mette in luce la presenza di contaminanti microscopici fino a 3.000 metri di profondità.

 

Nell’Oceano Atlantico la massa di microplastica negli strati superficiali delle acque è compresa tra i 12 e i 21 miliardi di tonnellate. Lo afferma uno studio pubblicato oggi su Nature Communication: questa quantità è composta però solo da tre tipi dei più comuni rifiuti in plastica, paragonabile a quanto sversato in mare negli ultimi 65 anni, suggerendo che l’ammontare di queste sostanze inquinanti è stato a lungo sottostimato.

A condurre la ricerca sono stati scienziati del National Oceanography Centre inglese, che hanno sondato le acque atlantiche dalle coste gallesi fino alle isole Falkalnds. “Se assumiamo rappresentativa la concentrazione di microplastiche che abbiamo trovato a 200 metri sotto il livello delle acque allora, considerando la profondità media dell’oceano che è di 3.000 metri, l’Atlantico deve contenere 200 milioni di tonnellate di plastica e solo dei tre polimeri che abbiamo cercato e solo di quelle dimensioni microscopiche” affermano.

I campioni di acqua analizzati sono stati raccolti dal settembre al novembre del 2016 e i contaminanti sono stati identificati con tecniche spettroscopiche. Sono stati presi in considerazione solo i composti commercialmente più usati: polietilene, polipropilene e polistirene, il che significa che la quantità di plastiche totale, formata da altri composti, è ancora maggiore di quanto stimato.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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