Al contrario di quanto si potrebbe pensare il lockdown ha scoraggiato le persone a procreare.

 

L’80% delle persone non ha intenzione di concepire un figlio durante la crisi del coronavirus. È quanto emerge da uno studio effettuato dall’Università di Firenze e pubblicato sul Journal of Psychosomatic Obstetrics and Gynecology.

Su 1482 persone intervistate, coppie eterosessuali di età tra i 18 e 46 anni, 1214 (81,9%) hanno infatti dichiarato di non voler procreare durante la pandemia. Inoltre 268 intervistati, ben il 37%, ha abbandonato l’idea di concepire che aveva prima dell’arrivo del virus.

Le principali ragioni sono la preoccupazione per le difficoltà economiche e la paura di pericoli in gravidanza. “Tuttavia ben il 50% del campione ha dichiarato di non aver interrotto il lavoro o aver avuto un calo nello stipendio, probabilmente per aver adottato lo smartworking” dice la dottoressa Elisabetta Micelli, autrice dello studio.

“Ma nel 58% dei casi chi aveva programmato una gravidanza ha abbandonato l’idea proprio a causa delle incertezze sul futuro economico”. Solo l’11% degli intervistati ha dichiarato di aver desiderio di figliare durante la quarantena, in prevalenza donne e per il desiderio di cambiamento e arrivo di positività. Ma solo il 4,3% di loro ha effettivamente provato a concepire.

Il 66% delle persone coinvolte nello studio ha inoltre dichiarato di non aver diminuito la frequenza dei rapporti sessuali durante la pandemia, con poca differenza tra i generi.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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