occhio

Dal 10 settembre all’11 ottobre la campagna di prevenzione e diagnosi di questa malattia progressiva della cornea.

e’ iniziata il 10 settembre la campagna di prevenzione e diagnosi del cheratocono, promossa dall’Università degli Studi di Verona, dal Centro Nazionale di Alta Tecnologia in Oftalmologia (CNAT) dell’Università di Chieti – Pescara e dal Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO), in collaborazione con Neovision e con il patrocinio del Ministero della Salute, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, della Società Italiana Trapianto di Cornea e Superficie Oculare (S.I.TRA.C.), della Società Oftalmologica Italiana (SOI) e dell’Associazione Italiana CHEratoconici (A.I.CHE.).

Il cheratocono, una patologia di cui poco si parla, è una malattia progressiva della cornea che causa l’assottigliamento e la deformazione della stessa, provocando una riduzione anche molto grave della capacità visiva, fino a portare alla cecità. Può esordire fin dalla giovane età e se non immediatamente diagnosticato, è un disturbo difficilmente curabile se non con un trapianto di cornea.

Fino all’11 ottobre la campagna di informazione e prevenzione vedrà coinvolti diversi centri su tutto il territorio nazionale. Per un mese, equipe di medici oculisti, ortottisti e assistenti in oftalmologia effettueranno screening oculistici gratuiti, dedicati a giovani di età compresa tra i 15 e i 35 anni e che non abbiano mai avuto una diagnosi di cheratocono, per individuare la malattia e suggerire eventuali visite o esami di approfondimento, oltre a informare la cittadinanza su una patologia oculare che può arrecare gravi danni alla vista. Lo screening sarà eseguito solo nei centri aderenti alla campagna, prenotando la visita sul sito www.curagliocchi.it .

 

LA CORNEA: UNA LENTE DELL’OCCHIO

L’occhio si compone di varie strutture anatomiche, ognuna delle quali deve avere caratteristiche ben precise per consentire una visione corretta. La parte anteriore è costituita dalla cornea, una struttura di forma convessa formata da tessuto trasparente.

La cornea, per consentire una buona vista, deve essere trasparente e di forma regolare; in caso contrario, la vista ne viene compromessa in modo più o meno rilevante in relazione all’entità dell’anomalia.

La cornea e il cristallino sono le lenti dell’occhio: la cornea è la piccola calotta trasparente che chiude la parte anteriore del bulbo oculare, mentre il cristallino è una piccola lente situata internamente.

La cornea è la lente più “importante” dell’occhio. L’efficienza ottica della cornea dipende da due sue caratteristiche, straordinarie per un tessuto biologico: una perfetta trasparenza e una curvatura regolare.

Una cornea trasparente e con curvatura regolare, lavorando “insieme” ad un cristallino trasparente e ad una retina sana, consente a un occhio di vedere nitidamente (a condizione che anche le altre strutture dell’occhio siano normali).

 

IL CHERATOCONO

Il cheratocono è una malattia progressiva della cornea che può provocare una riduzione anche molto grave della capacità visiva.

Consiste in un assottigliamento e deformazione della cornea stessa, che tende a sfiancarsi protrudendo in avanti, a volte in modo così evidente da assumere una forma conica.

La causa non è nota. Si verifica una alterazione del collagene nello stroma corneale, le cui molecole perdono compattezza e il tessuto diventa più debole e deformabile.  Vi è un certo grado di familiarità ma non si può considerare il cheratocono una malattia ereditaria.

In pratica, è da sospettare maggiormente se in famiglia vi è un’altra o più persone affette. Si è osservata anche una associazione con allergie durante la crescita.

Per alcuni la causa potrebbe essere lo sfregamento degli occhi indotto dall’allergia a danneggiare la cornea: a scopo preventivo è consigliabile evitarlo il più possibile. Deve inoltre sempre insospettire un difetto rifrattivo con astigmatismo che aumenta nel tempo.

Può comparire a partire dai 10-14 anni di età, ma, il più delle volte, viene diagnosticato più avanti negli anni.

La prevalenza di cheratocono nella popolazione generale è di un caso su 2.000 individui. Rappresenta la prima causa di trapianto corneale e dai dati epidemiologici più recenti risulta che sono interessati pazienti sempre più giovani.

La velocità e l’entità della progressione della deformazione corneale da cheratocono sono estremamente variabili. Come regola generale la velocità di evoluzione è maggiore nei giovanissimi e diminuisce sensibilmente con l’età. Il motivo è il naturale “irrigidimento” della struttura corneale nel corso degli anni.

Il cheratocono è da considerarsi una patologia bilaterale, che coinvolge entrambi gli occhi, ma il più delle volte questo avviene in modo anche marcatamente asimmetrico.

 

I SINTOMI

Non vi sono di norma disturbi come dolore o infiammazione oculare. I problemi avvertiti dal paziente consistono in un peggioramento della capacità visiva indotto dall’alterazione, spesso progressiva, della cornea.

In molti casi l’occhio affetto da cheratocono diventa miope, ma è l’astigmatismo irregolare a disturbare maggiormente la visione, inducendo la percezione di un’immagine sfocata e deformata (soprattutto le fonti luminose tendono ad essere allungate come se avessero una coda luminosa). Questo sfuocamento in casi medi e avanzati può essere tale da ostacolare seriamente le attività quotidiane del paziente.

 

GLI ESAMI DIAGNOSTICI

Oltre a quelli che normalmente vengono eseguiti durante una visita oculistica, per esaminare bene la cornea occorrono esami più specifici.

 La topografia corneale: serve a fare una precisa mappatura della forma della curvatura della cornea: è l’esame più importante per la diagnosi del cheratocono.

La pachimetria: serve a misurare lo spessore della cornea: nel cheratocono e in alcune altre patologie della cornea si possono riscontare zone molto sottili.

L’OCT del segmento anteriore (Tomografia a Coerenza Ottica): serve a visualizzare alcune caratteristiche dell’anatomia della cornea in modo completamente non invasivo, come ad esempio la profondità esatta di eventuali opacità.

L’aberrometria: serve a identificare alcune anomalie rifrattive della cornea e dell’occhio in generale; l’aberrometria fornisce informazioni sulla qualità visiva dell’occhio.

LE CURE POSSIBILI DEL CHERATOCONO

La chirurgia della cornea ha visto straordinari sviluppi negli ultimi anni; grazie anche a grandi avanzamenti tecnologici, specie nel campo dei laser, il chirurgo oculista ha oggi a disposizione molteplici tecniche per intervenire sulla cornea. Tali tecniche vanno da procedure minimamente invasive fino a interventi chirurgici maggiori.

L’avere a disposizione molte “armi” consente quindi al chirurgo oculista di scegliere la modalità meno invasiva e più adatta alla soluzione di ogni singolo caso.

Il cheratocono può presentarsi in stadi estremamente diversi, che richiedono soluzioni “su misura” che verranno valutate dal chirurgo oculista caso per caso. La scelta dipende da numerose variabili, ma cerchiamo di elencare gli interventi possibili e il loro razionale, partendo dalle soluzioni meno invasive.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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