‎I gechi asiatici dalla coda piatta possono usare la coda per stabilizzarsi durante l’atterraggio quando‎‎ planano‎‎ tra gli alberi.

 

‎Per comprendere meglio l’importanza dei movimenti della coda del geco durante l’atterraggio, ricercatori del Max Planck Institute di Stoccarda hanno utilizzato videocamere ad alta velocità per registrare 30 gechi selvatici mentre saltavano da una piattaforma rialzata e scivolavano verso un albero vicino.

‎Per esplorare come i gechi usano i movimenti della coda per prevenire la caduta, gli autori hanno sviluppato due robot morbidi simili a gechi, che sono stati lanciati da una catapulta, per simulare un atterraggio ad alta velocità da una planata.

Entrambi i robot avevano proporzioni corporee simili ai gechi, ma uno aveva una coda simile a un geco e l’altro no. Gli autori hanno misurato le forze generate dai piedi dei robot all’atterraggio su una superficie verticale coperta di velcro. Hanno scoperto che i robot senza coda sono atterrati con successo sulla superficie verticale solo nel 15% delle prove, rispetto al 55% delle prove con il robot con la coda.

Quando la coda è stata accorciata al 25% della sua lunghezza originale, la quantità di forza del piede richiesta dai robot per facilitare un atterraggio di successo è più che raddoppiata. I risultati delle osservazioni sul campo, così come i modelli robotici e analitici indicano che la coda aumenta la stabilità e il successo dell’atterraggio riducendo le forze del piede necessarie per mantenere il robot attaccato alla superficie verticale.

I risultati suggeriscono che la coda può svolgere un ruolo simile quando i gechi saltano tra gli alberi. Secondo gli autori, strutture simili alle code dei gechi potrebbero essere utilizzate per aiutare a stabilizzare i robot volanti, come i droni, durante l’atterraggio su superfici verticali.